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Ilio Capozzi, un eroe italiano per la libertà di Santo Domingo

Scoperta una targa nella sede dell'Ambasciata Dominicana a Roma

di Mario Nanni
Venerdì 09 Ottobre 2020
Roma - 09 ott 2020 (Prima Pagina News)

Scoperta una targa nella sede dell'Ambasciata Dominicana a Roma

Ilio Capozzi, un eroe italiano per la libertà di Santo Domingo
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La Storia ci ha dato esempi di personaggi illustri (Garibaldi, Byron), che hanno lottato o sono caduti per la libertà e l’indipendenza di Paesi che non erano quelli della loro nascita. Ma ci sono, in questo senso, anche casi di protagonisti di atti di eroismo, e di consacrazione persino della vita, compiuti da persone non illustri, non famose, ma che con la loro abnegazione fino al supremo sacrificio si sono elevati al livello e alla dignità di Grandi.

E’ il caso dell’italiano Ilio Capozzi, con un passato paracadutista della X Mas, che è morto a 47 anni, nel 1965, combattendo ‘’per la libertà e la sovranità’’ della Repubblica di Santo Domingo. Come è scritto nella targa apposta ieri nella sede dell’Ambasciata dominicana a Roma dall’ambasciatore Rafael Tejedo Acevedo, alla presenza del figlio di Capozzi, Alessandro. Dopo la proiezione di alcuni filmati con le testimonianze di alcuni compagni d’armi di Capozzi, l’ambasciatore ha lumeggiato la figura dell’eroe italiano, il suo sacrificio e la lotta per la libertà e l’indipendenza di un Paese in cui peraltro egli non era neanche nato. E ha ricordato soprattutto una frase significativa di Capzzi che ne compendia al tempo stesso la figura e l’opera: non si sa, non si può scegliere dove si nasce ma si può scegliere dove morire.

E Capozzi scelse di rischiare, e di perdere, la vita nella difesa del Palazzo Nazionale di Santo Domingo dove si era asserragliato il generale Wessin, che era stato messo alle corse dal movimento armato costituzionalista, guidato da Tomas Fernandez Dominguez. Purtroppo nella notte tra il 18 e il 19 maggio nel Palazzo Nazionale erano penetrati anche una parte del 25 mila tra paracadutisti e marines statunitensi inviati dal presidente americano Johnson.

‘’ O torno vittorioso o non tornerò vivo’’, disse Capozzi ai compagni di lotta ; non era un velleitario, ma un conbattente nato. Un significativo omaggio alla sua figura lo fece, nel ventennale della morte il quotidiano l’Unità. Il il giornale fondato da Antonio Gramsci pubblicò un denso articolo in prima pagina e il seguito in una pagina interna con questo eloquente titolo: ‘’Storia di Ilio fascista ma poi caduto per la libertà’’.

In questa parabola esistenziale l’Unità compendiava il significato del sacrificio del comandante Capozzi: da combattente nella Repubblica di Salò, e consapevole come disse ai suoi commilitoni dominicani di aver combattuto dalla parte sbagliata, scelse di schierarsi con gli insorti, con il movimento militare costituzionale forse pur rendendosi conto che si trattava di una lotta disperata. Ma stavolta sapeva di stare dalla parte giusta. Dalla parte della libertà, dalla parte dell’indipendenza di un Paese e di un popolo, anche se non era il suo.

Anche qui – ha commentato l’ambasciatore Tejedo Acevedo, sta la grandezza di Capozzi. Nell’articolo dell’Unità l’ambasciatore dominicano del tempo si augurava che una via o una piazza di Roma fosse intitolata a Ilio Capozzi, il che – aggiungeva – avrebbe fatto felici moltissimi cittadini della Repubblica di Santo Domingo. Ebbene, l’iniziativa di una Targa in memoria di Capozzi, voluta fortemente dall’ambasciatore Rafael Tejeda Acevedo può essere considerata una spinta, un passo avanti in questo senso. Di sicuro intanto è una iniziativa che mira a rafforzare i sentimenti e i rapporti di amicizia tra il popolo italiano e quello della Repubblica dominicana.

‘’Comandante Ilio Capozzi, comandi!’’, sono le parole con le quali l’Ambasciatore ha concluso il suo commosso ricordo dell’eroe italiano in terra straniera, ma non straniera per lui, combattente in nome di un ideale internazionalista, quello della libertà, che non conosce confini o frontiere. Oppure, come lo salutò l’Unità: Capozzi, l’ultimo militare italiano vittima della guerra fascista, caduto esattamente 20 anni dopo la sua fine, da militante della rivoluzione dominicana. M.N.


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