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Magistrati & Giustizia. Il caso di Luigi Mazzei diventa un libro denuncia

Libri da leggere. “Giustizia è fatta! Ma niente sarà come prima”, di Luigi Mazzei, è stato appena presentato in Calabria dal famoso giornalista Luigi Bisignani. Un saggio che riapre i riflettori su una inchiesta che dieci anni fa aveva portato agli arresti lo stesso autore, oggi assolutamente innocente.

di Pino Nano
Giovedì 30 Giugno 2022
Roma - 30 giu 2022 (Prima Pagina News)

Libri da leggere. “Giustizia è fatta! Ma niente sarà come prima”, di Luigi Mazzei, è stato appena presentato in Calabria dal famoso giornalista Luigi Bisignani. Un saggio che riapre i riflettori su una inchiesta che dieci anni fa aveva portato agli arresti lo stesso autore, oggi assolutamente innocente.

Luigi Bisignani non si smentisce mai e va avanti come un tornado: “Il partito dei PM non esiste -dice a Cosenza- ma non avrebbe neanche senso del resto. Mica fanno squadra, questo è l’ultimo dei loro obiettivi. Esiste, questa sì, invece, “l’ansia da prestazione”. Amano la ribalta e la vetrina mediatica perché spesso è la carriera che illumina le loro performance…”.

Nessuna mediazione, insomma, per “l’Uomo che sussurrava ai potenti”?

"Il potere giudicante – risponde Bisignani- arriva, arriva. E fa le cose per bene, fa quello che deve fare. È lento, farraginoso, ma io ho molta fiducia nel potere giudicante e i risultati quasi mai sono lontani dalla verità “vera”. Il punto è semmai che è debordante all’inizio delle inchieste il potere inquirente, ma questa è un’altra storia. Ed è per questo che occorre mettere mano alla riforma, ma non credo che questa classe politica regnante sia all’altezza…".

Ecco come la semplice cerimonia di presentazione – è accaduto in Calabria, prima a Cosenza poi a Lametia Terme- può diventare motivo di grande dibattito nazionale. Un libro questo di Luigi Mazzei oggi di grandissima attualità, perché dimostra come la macchina della giustizia possa trasformarsi talvolta in un mostruoso tritacarne.

Impressionante, patetico, commovente, sconvolgente, a tratti inimmaginabile.

“Un gigantesco problema di certezza del diritto. Un’insopportabile profanazione dei principi fondanti della nostra Costituzione- scrive giustamente nella sua prefazione il giornalista Piero Sansonetti, direttore de Il Riformista- posti a base del nostro sistema democratico”.

Della vicenda ne ha parlato pubblicamente nelle settimane scorse lo stesso Matteo Salvini: “Nove anni e otto mesi di calvario, per poi uscire pulito perché il fatto non sussiste – ha dichiarato il leader della Lega – questa è la clamorosa vicenda dell’imprenditore Luigi Mazzei, l’ennesimo esempio di malagiustizia. Anche per questo vogliamo cambiare la giustizia, anche con i referendum”. Poi i referendum sono andati come tutti sanno, la gente non è andata a votare, ma il problema resta in piedi tutto intero.

La storia personale di questo imprenditore calabrese, assolto il 22 giugno 2021 perché il fatto non sussiste dalla seconda Sezione penale della Corte d’Appello di Catanzaro, è infatti uno sconcertante e doloroso caso di malagiustizia, che l'imprenditore lametino, proprio lui, Luigi Mazzei, che oggi dimostra di saper usare il linguaggio scritto con la stessa dimestichezza con cui parla ai suoi amici più cari, ricostruisce insieme con la giornalista Velia Iacovino.

“Una vera e propria odissea, un calvario giudiziario durato 14 anni e 5 mesi” - spiega l’autore. Tutto incomincia nel 2007 con l'arrivo della Guardia di Finanza in una delle sue aziende "per controlli di routine", ma l’inchiesta giudiziaria il 30 giugno del 2011 sfocerà poi nell'arresto dell'industriale.

L’imprenditore, sottoposto a misura cautelare e al sequestro preventivo di tutti i beni, venne accusato oltre che di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale, di false fatturazioni, di truffa ai danni dello stato, di falso ideologico, di evasione fiscale, di esportazione di capitali all’estero. Insieme a lui nell’inchiesta, avviata dalla Procura di Lamezia Terme a seguito di una serie di controlli sulle sue società effettuati dalla Guardia di Finanza per verifiche sull’uso corretto di finanziamenti pubblici, erano state coinvolte a vario titolo altre 9 persone. La Corte d’Appello oggi sancisce una volta per tutte l’innocenza dell’uomo, “assolto con formula piena”.

Ma chi gli ripagherà mai tutto quello che ha passato vissuto e subito? Credo nessuno.

“La mia è la storia di un uomo che ha perso tutto, ma che è deciso a ricominciare. Sono stato protagonista di una vicenda dolorosa, che, se da un punto di vista giudiziario si è conclusa in una bolla di sapone, ha avuto, per quanto mi riguarda personalmente, sia da un punto di vista umano che economico costi elevatissimi. Tutto incomincia con l’arrivo nel gennaio del 2007 alla Cofain, la mia azienda, della Guardia di Finanza per una serie di accertamenti dovuti forse al fatto che ero un fruitore di finanziamenti agevolati, probabilmente uno dei pochi che ne era riuscito a fare corretto utilizzo. E’ proprio su questo, a mio avviso, che ci fu nei miei confronti del fumus. Così il mio nome e la mia credibilità vennero offuscati e le mie aziende, che avevano creato posti di lavoro e indotto, generando un importante gettito fiscale nei confronti dello stato, che in questo modo si era ripreso i fondi che aveva loro elargito, andarono in sofferenza fino al fallimento e alla chiusura. Oggi è stata riconosciuta l’assoluta legalità della mia condotta. Ma il corso della mia vita ha subito pesanti condizionamenti…”.

In questo libro, dedicato a sua madre Rachele, Luigi Mazzei, non si limita solo alla mera cronaca dei fatti. Racconta invece come ciò che gli è accaduto abbia devastato irrimediabilmente i suoi interessi economici ma, ancor di più, la sua vita familiare, scavando solchi profondi nella sua sfera emotiva; i sogni e le aspirazioni di un giovane imprenditore di successo, innamorato della sua terra, travolto da inquietanti e paradossali meccanismi di valutazione di fatti dimostratisi alla fine mai accaduti.

Classe 1963, dopo una laurea in Economia Luigi Mazzei consegue un Master in Business Management della Scuola di Direzione aziendale dell’Università Bocconi di Milano. Per i suoi alti meriti professionali la Libera Università di Diritto Internazionale ISFOA nel 2004 gli ha conferito la Laurea Honoris Causa in Scienze Aziendali. Dirigente e Consigliere di amministrazione in diverse società che operano nel settore dell’edilizia, del disinquinamento ambientale, del turismo e dell’agroalimentare biologico, ha legato il suo nome a importanti iniziative imprenditoriali.

“Ho contribuito alla realizzazione di opere architettoniche grandiose, in Italia e all’estero, di cui vado fiero. La facciata della Platinum Tower di Tel Aviv, per esempio, un grattacielo di 108 metri, tra i più spettacolari del mondo, è opera anche della mia azienda. I giornali parlano di me. Ho ottenuto numerosi riconoscimenti pubblici, tra cui uno molto prestigioso della Camera di Commercio di Catanzaro, nel 1999. Me n’è rimasta impressa la motivazione, con la quale mi si riconosce di avere una naturale propensione al rischio, idee vincenti, preparazione tecnica e professionale. Sono, inoltre, membro del Consiglio direttivo di Assindustria Catanzaro, membro del Consiglio direttivo del Gruppo provinciale Costruttori edili, membro tecnico della Consulta provinciale edilizia, vice commissario del Consorzio per lo sviluppo industriale della Provincia, componente del Consiglio direttivo dell’Asi”.

Fino al giorno in cui non lo hanno arrestato. “Perché da quel giorno racconta Luigi- nulla sarà più come prima”.

La Cofain, era la più importante delle società del gruppo Mazzei, da lui fondata nel 1993. Si occupava della realizzazione di serramenti, pannelli fotovoltaici, edilizia. Nata grazie alla legge 44 del 1986 per agevolare l’imprenditoria giovanile nel sud, è stata la prima azienda in Italia e in Calabria a ottenere la qualità certificata Iso 9001. Ha realizzato i pannelli di rivestimento di importanti edifici all’estero come la Platinum Tower di Tel Aviv, ma ha partecipato a grandi cantieri italiani, la fattoria calabrese di Cirò, la concessionaria Fiat di Cosenza, la Nuova Sede Allievi Carabinieri di Reggio Calabria, il Comando della Nuova Legione dei Carabinieri di Catanzaro, l’Università della Calabria, la St Microelettronica di Catania, l’Ospedale Pugliese di Catanzaro, il Palazzo di Giustizia di Cosenza, il Nuovo Ospedale Civile di Lametia Terme, il Parco Archeologico di Reggio Calabria, gli Uffici Finanziari di Cosenza, il Centro commerciale Conpibel di Messina, la nuova sede dell’Amministrazione Provinciale di Catanzaro.

Parliamo, precisano gli esperti- di una realtà industriale che ha prodotto un fatturato di 40 milioni di euro circa. Oggi tutto questo non c’è più, morto e sepolto per sempre, tranne lui per fortuna, Luigi Mazzei, l’autore del saggio, che invece continua a girare l’Italia, macinando chilometri su chilometri, e incontrando migliaia di persone, per raccontare loro quello che gli è successo.

“Dunque, ho vinto. Ce l’ho fatta. Ma che ne è oggi della mia vita? Da quando tutto è cominciato sono passati 14 anni e 5 mesi, dieci dei quali li ho trascorsi a entrare e uscire dalle aule dei Tribunali, a parlare con avvocati e periti. Se mi guardo indietro vedo solo macerie… Macerie intorno a me e, soprattutto, dentro di me. Ho ottenuto ragione. L’assoluta legalità della mia condotta è stata riconosciuta, ma a quale prezzo? La Giustizia – quella che dovrebbe sempre essere scritta con la G maiuscola – non ha trionfato, perché il corso della mia esistenza, nel frattempo, è stato completamente stravolto, i miei sogni e le mie aspettative cancellati. Mia moglie se n’è andata, i miei figli sono cresciuti, mia madre è venuta a mancare proprio in questi giorni e non ho potuto nemmeno raccontarle la gioia della mia vittoria. Mio padre è diventato più fragile e, strada facendo, ho perso alcuni amici cari, come Carlo e Giò, entrambi portati via, a distanza di due anni l’uno dall’altro, da mali incurabili”.

Amara consolazione, non credete?


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