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Turismo delle radici & #Covid, il progetto innovativo dell’Unical conquista il resto del mondo in remoto
Una riflessione aggiornata e serena sul turismo delle radici in tempi di pandemia: ecco come un’idea nata quasi per caso nel cuore dell’Università della Calabria e firmata dalla professoressa Sonia Ferrari, sia oggi diventata un “fatto internazionale” proprio grazie all’uso delle tecnologie più moderne che ci permettono ormai di dialogare in qualunque momento con il resto del mondo senza muoversi più da casa propria.
di Franco Bartucci
Venerdì 13 Novembre 2020
Cosenza - 13 nov 2020 (Prima Pagina News)
Una riflessione aggiornata e serena sul turismo delle radici in tempi di pandemia: ecco come un’idea nata quasi per caso nel cuore dell’Università della Calabria e firmata dalla professoressa Sonia Ferrari, sia oggi diventata un “fatto internazionale” proprio grazie all’uso delle tecnologie più moderne che ci permettono ormai di dialogare in qualunque momento con il resto del mondo senza muoversi più da casa propria.
La ricerca “Dai flussi migratori ai flussi turistici: il turismo delle radici”, avviata nel 2017 dalla prof.ssa Sonia Ferrari e dalla dott.ssa Tiziana Nicotera, dell’Università della Calabria, con il supporto finanziario della Regione Calabria, dopo il coinvolgimento di numerosi comuni dell’intera regione calabrese, sta trovando ampio interesse di discussione e partecipazione allargata in regioni come il Piemonte e la Puglia ed in Paesi come l’Argentina.

Tutto questo è avvenuto attraverso un Webinar online a distanza che ha visto la partecipazione oltre che della docente e ricercatrice, Sonia Ferrari e Tiziana Nicotera, quelle delle professoresse Miriam Berges e Ana Maria Biasone, dell’Universidad Nacional de Mar del Plata; Anna Lo Presti, dell’Università di Torino; Vito Roberto Santamato, dell’Università di Bari. Docenti universitari che hanno portato la loro esperienza e conoscenza in materia facendo rilevare l’importanza della ricerca per essere presa in alta considerazione in altre realtà territoriali.

Ad esempio, le due docenti argentine hanno sottolineato quanto questo argomento sia utile da analizzare, dal momento che l’Argentina è il Paese di residenza di molti immigrati italiani, i quali hanno il desiderio di visitare il Paese degli antenati.

Si tratta di 20 milioni di individui che possono contribuire allo sviluppo di questa tipologia di turismo ed è molto importante sia dal punto di vista economico che sociale.

Utile si è mostrato l’intervento della docente torinese che ha partecipato, come esperta di statistica, alla stesura del questionario insieme ai componenti del team, utile ad analizzare una serie di variabili, come l’intensità del legame con la terra di origine, la tipologia di soggiorno, come viene vista la terra di origine dall’estero, le caratteristiche degli oriundi e il perché molti non sono più tornati in Italia.

Mentre il prof. Santamato dell’Università di Bari ha manifestato l’intenzione di collaborare con il suo ateneo per rendere la ricerca ancora più ampia. Una ricerca sul turismo delle radici che ha ottenuto il supporto e l’interesse del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, rappresentato nella circostanza dal dott. Giovanni De Vita, che ha sottolineato l’attenzione del Ministero in quanto rappresenta un modello di riferimento sul turismo delle radici utile a creare legami stretti a vantaggio di un turismo diffuso con interessi fortemente culturali e sociali.

Anche il mondo del giornalismo può svolgere un ruolo molto importante nello stimolare questa particolare forma di turismo, come è emerso dalle testimonianze di Pasquale Guaglianone, giornalista Rai Italia, che negli anni ha raccolto numerose testimonianze di italiani in America Latina; nonché di Ariadna Cabello Rendace, giovane argentina di origini italiane che ha vissuto l’esperienza di un viaggio delle radici, vivendo attraverso i ricordi dei nonni tradizioni ed emozioni uniche.

Il Webinar ha pure visto la partecipazione, in quanto collaboratori nel lavoro di ricerca, del presidente regionale e del presidente provinciale di Cosenza dell’Unpli, che raggruppa le Pro Loco operative in molti Comuni della Calabria, Filippo Capellupo e Antonello Grosso La Valle, che hanno sottolineato il forte impatto che questa tipologia di turismo ha dal punto di vista socio culturale sulle realtà territoriali.

La presentazione della ricerca è avvenuta in contemporanea in Italia e in Argentina. Infatti, la ricerca legata al turismo delle radici si sta realizzando grazie alla collaborazione di diversi enti e istituzioni dei due Paesi.

In Italia l’Università della Calabria è protagonista dell’iniziativa, grazie alla professoressa Sonia Ferrari e alla dottoressa Tiziana Nicotera.

Un dibattito che ha registrato pure la partecipazione di Leo De Simone, dell’Associazione Calabresi della Repubblica Argentina, il quale ha riconosciuto le positività della ricerca, che porta a riscoprire valori, tradizioni e luoghi della memoria attraverso i ricordi e il desiderio di vivere un’esperienza autentica.

Dei luoghi della memoria ne ha parlato Salvo Iavarone, presidente Asmef, che ha stimolato a considerare il ruolo che ricoprono i piccoli borghi nella valorizzazione del turismo delle radici .

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