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Turismo, Garavaglia: "Stagione vicina al record del 2019 ma è necessario credito di imposta per le imprese"
"Il credito potrebbe essere utilizzato per la decontribuzione del personale per ottobre 2022/marzo 2023, le strutture turistico ricettive rimarrebbero aperte, garantendo posti di lavoro e Pil, altrimenti chiudono".
(Prima Pagina News)
Martedì 30 Agosto 2022
Roma - 30 ago 2022 (Prima Pagina News)
"Il credito potrebbe essere utilizzato per la decontribuzione del personale per ottobre 2022/marzo 2023, le strutture turistico ricettive rimarrebbero aperte, garantendo posti di lavoro e Pil, altrimenti chiudono".
Quest'anno, la stagione turistica italiana "sta andando benissimo. L’orientamento segnalato dagli uffici studi del ministero e di altri organismi è che questa stagione supererà di gran lunga quella del 2021. E si avvicina e forse va oltre quella record del 2019 e, considerate che per qualche scelta poco oculata, siamo rimasti chiusi fino ad aprile".

Così, al quotidiano Libero, il Ministro del Turismo, Massimo Garavaglia.

Tuttavia, avverte, questo andamento potrebbe essere reso inutile dall'aumento vertiginoso dei costi dell'energia, che sta dilaniando i conti delle imprese: “Mi auguro che questa settimana ci sia un Consiglio dei ministri in grado di adottare soluzioni rapide. Innanzitutto bisogna impedire la chiusura delle attività schiacciate dai costi dell’energia. Per queste ragioni, la soluzione auspicabile sarebbe un credito d’imposta per le imprese turistiche, termali, della ristorazione calcolato sull’incremento dei costi da settembre 2021 e settembre 2022”.

“Un credito d’imposta così costruito potrebbe essere utilizzato per la decontribuzione del personale nel periodo ottobre 2022/marzo 2023. In questo modo, le strutture turistico ricettive rimarrebbero aperte, garantendo posti di lavoro e Pil”, continua Garavaglia.

Se il credito d'imposta non dovesse essere istituito, “l’alternativa sarebbe la chiusura. Il turismo è un’industria composta da aziende che devono far quadrare il conto economico. L’aumento dei costi dell’energia sta facendo saltare i bilanci”. Il che è un peccato, dato che "i tassi di prenotazione delle stanze delle strutture ricettive", tra hotel, campeggi, B&B, "viaggiano in media intorno al 70 per cento, con punte del 90. Ed il fenomeno è diffuso ovunque: mare, montagna, laghi. Oltre al pienone, ancora non consolidato come vorrei, nelle città d’arte, favorito dal nomo degli stranieri. Si tenga conto, poi, che abbiamo fatto Pasqua con le restrizioni. Oggi non ce lo ricordiamo, ma all’epoca le mascherine avevano disorientato e non poco le presenze straniere".

Nell'ultimo anno e mezzo, il turismo italiano è avanzato di due posizioni nella classifica stilata dal Forum Economico di Davos: “Quella classifica fa piacere, ma rimaniamo con i piedi per terra. Innanzitutto, stiamo assistendo a due fenomeni che stavano condizionando positivamente questa stagione, prima dell’aumento dei costi dell’energia. Il primo è il cosiddetto ‘revenge tourism’: siamo stati chiusi due anni per la pandemia e c’è una gran voglia di riprenderci il tempo perduto. Il secondo, secondo me più importante, è in atto un cambiamento strutturale della domanda turistica”.

“Oltre il 40 per cento delle persone sceglie la località di vacanza in funzione dell’offerta enogastronomica del territorio? Non è un caso, quindi, che ospiteremo ad Alba dal 19 al 21 settembre la Sesta edizione della Conferenza sull’enoturismo in collaborazione con l’Unwto, l’organizzazione delle Nazioni Unite per il turismo. E sapete perché solo dopo 5 edizioni s’è deciso di farla in Italia? Perché nessuno l’aveva mai chiesto”, conclude il Ministro.

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