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Editoria emergente. Giuseppe Santelli, da Milano a New York.

Eccellenze di Calabria a Milano. La storia di Giuseppe Santelli è la storia di un progetto di grande ambizione perfettamente riuscito.

di Pino Nano
Lunedì 25 Luglio 2022
Roma - 25 lug 2022 (Prima Pagina News)

Eccellenze di Calabria a Milano. La storia di Giuseppe Santelli è la storia di un progetto di grande ambizione perfettamente riuscito.

La Santelli è una casa editrice storica nata in Calabria, più precisamente a Cosenza, negli anni ’80. Oggi ha sede a Milano Nord ed è casa madre del Gruppo Editoriale Santelli. Con 200 pubblicazioni annue, il Gruppo Santelli è tra i primi 30 editori italiani su 5.000. “Uniamo la tradizione di un marchio serio e prestigioso -dice Giuseppe Santelli- con l’innovazione e il digitale, applicati negli strumenti e nell’approccio con i nostri autori, agenti letterari, partners e lettori, concependo l’editoria in un modo nuovo”.

-Giuseppe lei ha trent’anni ed è Presidente del Gruppo Santelli. Come ha fatto a costruire tutto questo?

Essendo semplicemente me stesso e facendo quello che volevo fare, senza scendere a compromessi. Avevo il sogno di rifondare la Santelli editore e fondare altri marchi editoriali. Ho steso un piano e l’ho seguito fino a realizzarlo. Ma c’è ancora molto lavoro da fare e il tempo è dalla mia parte, anche se non c’è un minuto da perdere.

-Ci sono altre case editrici che potrebbero entrare a far parte del Gruppo Santelli?

Abbiamo un paio di situazioni in corso e siamo aperti a valutarne anche altre per gli anni a venire. Siamo l’ultimo vero gruppo editoriale nato in Italia e vogliamo essere la novità che rappresenta il mondo e le esigenze di oggi.

-Cosa vuol dire essere un editore così giovane?

Pro e contro. Lo svantaggio è che, di primo acchito, le persone di una certa età tendono a sottovalutarti. In realtà questo si traduce poi in un vantaggio, perché è sempre meglio sorprendere che deludere: mai sottovalutare l’avversario. Competenza e mentalità contano più dell’esperienza, posto che quest’ultima va considerata in termini qualitativi e di intensità, non di anni. Anche se anche quelli, ormai, non mi mancano, visto che sono cresciuto nei libri.

-Lei oggi è tra i più giovani editori italiani. Come nasce la sua avventura.

Probabilmente la mia avventura tra i libri è nata prima di me, dato che quando sono nato ero già circondato dai libri di mio padre, che era editore. I libri sono una parte di me. Grazie a ciò, ho vissuto in prima persona, spesso inconsapevolmente, le varie fasi che l’editoria ha attraversato negli ultimi trent’anni. Poi a 25 anni diventai l’editore più giovane in Italia, apponendo la mia firma sull’atto notarile di costituzione; per molti ero giovanissimo, anche per lo stesso notaio che era un po’ incredulo… in realtà ero già pronto da tempo e avevo un progetto ambizioso e ben preciso di come sarebbe stata la mia casa editrice. Ho semplicemente atteso di completare i miei studi universitari e personali prima di cominciare. Credo che in ambito professionale e lavorativo l’età conti meno di quel che si pensa, mentre contano moltissimo l’esperienza, la progettualità e la mentalità.

-Cosa si sente di dire ai giovani di oggi, che faticano a realizzarsi?

Non dobbiamo avere bisogno che qualcuno ci dia fiducia, dobbiamo imparare a trovare la fiducia in noi stessi e a raggiungere i nostri obiettivi senza l’autorizzazione di qualcuno. Siamo una generazione meno fortunata quindi credo che abbiamo imparato, a nostre spese, che dobbiamo prenderci il presente e non aspettare che qualcuno ci “lasci” il futuro.

-Che offerte garantite sul mercato?

La Santelli ha un catalogo ampio e una produzione intensa, proprio perché non siamo concentrati su un solo ambito ma abbiamo la capacità di svilupparne diversi. I nostri settori principali sono la varia e la saggistica ma credo che le regole si debbano fare, in primis, per capire quali sono le eccezioni. Altrimenti basterebbe un algoritmo per scegliere i libri. Non crede?

-In che senso?

Che abbiamo un direttore editoriale sempre più selettivo, col quale stiamo lavorando costantemente per alzare l’asticella. Al momento i libri su sport e benessere, quelli di cucina e sullo spettacolo, la manualistica e la saggistica divulgativa la fanno da padroni. Ma non escludo nuove sperimentazioni in futuro. Il nostro faro è la qualità e il mio obiettivo è fare libri che lascino un segno, dentro e fuori. Che possano insegnare qualcosa, che possano far riflettere o, perché no, far divertire e cambiare la giornata… o la vita. Se l’autore è di spessore ed è un punto di riferimento nel proprio ambito, se il progetto è serio e ambizioso, se il libro ha una propria forza contenutistica… be’, se tutti questi requisiti coesistono, allora potrebbe essere il prossimo libro Santelli.

-Il prossimo traguardo?

Portare i libri italiani nel mondo, in maniera organica e capillare. Stiamo lavorando, insieme a vari partners, su questo obiettivo e contiamo di essere pienamente operativi entro il 2023. Porteremo i libri in paesi come Stati Uniti, Cina, Germania, Australia, Giappone. L’operazione non sarà solo sui libri Santelli ma aperta a tutti gli autori che vogliono fare un passo in più.

-Che uomo c’è dietro l’editore emergente Giuseppe Santelli?

Sono un uomo felice, perché ho una famiglia che mi ama, vivo in mezzo alle mie passioni e a trent’anni ho superato di gran lunga gli obiettivi che mi ero posto dieci anni fa. Ora ne ho di altri ancora più ambiziosi ma ho imparato che per essere felici bisogna amare il percorso oltre al risultato; quindi, me lo godrò lavorando giorno per giorno.


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