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96 anni per Carlo Riccardi, fotografo della Dolce Vita e artista delle Maxitele
Un uomo e un artista che, con la sua vita e la sua opera, ha dato un contributo fondamentale alla conservazione e valorizzazione della memoria della Storia d’Italia degli ultimi sette decenni.
(Prima Pagina News)
Lunedì 03 Ottobre 2022
Roma - 03 ott 2022 (Prima Pagina News)
Un uomo e un artista che, con la sua vita e la sua opera, ha dato un contributo fondamentale alla conservazione e valorizzazione della memoria della Storia d’Italia degli ultimi sette decenni.
96 anni per Carlo Riccardi, fotografo della Dolce Vita e artista delle Maxitele
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Carlo Riccardi compie novantasei anni.

Il celebre fotografo e pittore italiano - nato ad Olevano Romano nel 1926 - ha documentato settant’anni di Storia del nostro Paese, primo paparazzo della “Dolce vita”, un uomo che attraverso i suoi scatti ha descritto e accompagnato divi, politici, papi, ma anche gente comune attraverso oltre mezzo secolo di storia, raccogliendo il tutto in un immenso archivio di oltre tre milioni di fotografie, certificato presso la Soprintendenza Archivistica del Lazio.

Riccardi ha collaborato con numerose testate, realizzando reportages in tutto il mondo. Carlo Riccardi cominciò a lavorare giovanissimo, negli anni Quaranta, in uno studio di fotopittura come ritoccatore. Nel ’45 scattava foto e le colorava per i militari americani che stazionavano al Rest Center del Foro Italico, e lì conobbe Federico Fellini (1920-1993), che disegnava le caricature per i militari Usa.

La sua lunga carriera e la sua costante presenza in un arco di tempo fiorente di momenti importanti per il Paese lo portò ad immortalare sulla pellicola fotografica un’esclusiva successione papale: Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Papa Francesco.

Ha documentato la storia politica e sindacale nazionale ed internazionale fotografando innumerevoli personalità, fra le quali Aldo Moro, John Fitzgerald Kennedy, Charles de Gaulle, Helmut Kohl, e molte altre. Ha fotografato tutti i Presidenti italiani da Enrico De Nicola a Sergio Mattarella. Ha seguito l’evolversi del mondo musicale italiano e straniero fotografando moltissimi cantanti e complessi, fra i quali Adriano Celentano, Gianni Morandi, Mina, Louis Armstrong, Lucio Dalla, i Beatles ed altri. Ha realizzato mostre fotografiche in tutto il mondo, fra le quali si evidenziano la mostre permanenti sulla Dolce Vita a Pechino e Parigi, varie esposizioni in tutta Italia: fra le altre Donne e Lavoro dal 1945 ai giorni nostri, e Vita da Strega, sui settant’anni del Premio Strega.

Molti i libri realizzati con le sue immagini: fra i tanti La Ricostruzione Italiana, Sophia Loren ”Se mi dice Bene”, Vittorio De Sica, I tanti Pasolini, Papa Giovanni XXIII, e molti altri volumi fotografici.

Mentre lavora come fotoreporter per "Il Giornale d’Italia" e per "Il Tempo" rivela il suo talento anche come organizzatore di mostre, fondando la galleria Le Scalette Rosse, oggi Spazio5 - via Crescenzio 99/d, a pochi metri da piazza del Risorgimento - a Roma.

Dipinge, scrive poesie, e, insieme ad altri intellettuali, fonda il movimento artistico “Quinta Dimensione”, l’ultimo manifesto pittorico del Novecento, firmato da oltre cinquanta artisti contemporanei. Negli anni Settanta, fondamentale sarà l’incontro con Karol Wojtila (1920-2005), all’epoca Arcivescovo di Cracovia, il quale lo ispirerà per un ambizioso progetto: dipingere venticinque quadri aventi come soggetto paesaggi e città polacche, in particolare Wadowice, città natale di Wojtila medesimo, futuro Papa Giovanni Paolo II dal 1978 al 2005. Tali quadri verranno esposti nel ’78 nella mostra Cattedrali a Cracovia, omaggio al Papa, allestita nella chiesa romana di San Pio V e inaugurata dal Pontefice "venuto da lontano".

Negli stessi anni, ricopre anche la carica di Segretario Generale del Sindacato Artisti della Cisl Negli anni Ottanta ha inizio la sua avventura come compositore di maxi-tele: espone le sue opere (lunghe cento, duecento, a volte trecento metri, e raffiguranti scorci di paesi e monumenti italiani) nelle maggiori città storiche, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica alla salvaguardia e conservazione del patrimonio artistico del nostro Paese.

Il 15 agosto dell’86 avvolge per la prima volta l’obelisco di piazza del Popolo con la sua opera pittorica: una tela lunga cento metri raffigurante la città di Roma e le numerose scene di lavoro che all’epoca era facile incontrare per le sue vie.

Il 16 agosto 2016, in occasione del trentesimo anniversario di quell’opera, quella stessa piazza è stata avvolta da un’altra Maxitela dipinta da un intramontabile Carlo Riccardi, dal titolo Diamoci una mano e dedicata alla cultura come mezzo di unione fra i popoli. Nei circa centotrenta metri di pittura è proprio la mano - riprodotta in mille colori e in numerose situazioni, ma sempre aperta, proprio a sottolineare il bisogno collettivo di incontro - ad avere un ruolo da protagonista. Di contorno svariati soggetti, con una forte carica espressiva orientata all’astrattismo.

Carlo Riccardi dipinge su qualunque superficie e le sue opere, in un certo qual modo, portano l’osservatore in una sorta di nuova dimensione (la sua già citata “Quinta Dimensione”). Il francese Pierre Carnac, biografo del grande Salvador Dalì, scrisse: "Nel 4000 un solo quadro ricorderà il nostro tempo. Il cerchio luminoso di Carlo Riccardi".

Fra le sue Maxitele a metraggio ricordiamo quelle esposte nella Romerplatz Rathaus di Francoforte, quella in piazza della Signoria a Firenze, nel Chiostro di San Domenico a Siena, al Lido di Ostia (RM), nel bosco della Serpentara a Olevano Romano. Notissima è la maxitela di ottocento metri dedicata alla Polonia, esposta nella Sala Nervi in Vaticano e inaugurata da Giovanni Paolo II.

Nel 2015 ha donato a Papa Francesco un’opera per la Pace.

Ancora oggi le sue tele continuano a fare il giro del mondo. Un uomo e un artista che, con la sua vita e la sua opera, ha dato un contributo fondamentale alla conservazione e valorizzazione della memoria della Storia d’Italia degli ultimi sette decenni.

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