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L’importanza della programmazione nel Forex Trading

Strategia di trading con programmazione specifica sugli investimenti

(Prima Pagina News)
Domenica 11 Ottobre 2020
Roma - 11 ott 2020 (Prima Pagina News)

Strategia di trading con programmazione specifica sugli investimenti

Tutti coloro che hanno avuto modo di cimentarsi con il trading online hanno avuto modo di constatare come questo sia un mondo parallelo in cui le regole della finanza tradizionale risultano spesso sovvertite. Questo è uno dei punti sui quali gli operatori provenienti dal business ordinario (anche i più esperti e capaci) inciampano spesso: ritenere che i modelli e gli schemi convenzionali possano essere applicati con successo anche su questa peculiare ramificazione della cosiddetta New Economy. Ed è probabilmente il motivo principale per il quale la maggior parte degli investitori “improvvisati” tendono a rinunciare dopo pochi tentativi, perlopiù infruttuosi, e magari qualche perdita finanziaria più o meno ingente.

La verità è che, come per tutti gli ambiti della finanza, anche per il trading contemporaneo sono necessari una preparazione adeguata e un congruo periodo di “gavetta”. Invece ci accorgiamo che sempre più spesso – complice, forse, la dimensione telematica che tende a spersonalizzare le transazioni – gli investitori ritengono sufficienti la loro preparazione pregressa, magari innervata da qualche semplice tutorial, per riscuotere successo sul mercato. Almeno fino a quando l’impatto con la realtà non li mette di fronte alla loro scarsa preparazione e alla loro inadeguatezza. Peraltro, un tempo il sistema del leverage consentiva un margine di manovra relativamente ampio anche ai neofiti, che così potevano contare su una specie di “paracadute” a fronte di investimenti particolarmente incauti. Ma da quando l’ESMA (l’authority europea sui mercati finanziari) ha innalzato i parametri del margine che i trader devono garantire per essere considerati solventi e operativi, questi ultimi sono divenuti molto più selettivi nei confronti dei potenziali investitori; in questo modo, uno strumento pensato inizialmente per tutelare il piccolo investitore è diventato per quest’ultimo un formidabile deterrente.

Tale difficoltà operativa per i piccoli investitori è ancora più evidente quando il “campo da gioco” è quello del Forex Trading: come tutti sanno, infatti, gli scambi e le speculazioni sulle valute estere rappresentano un vero e proprio spartiacque tra coloro che sanno fare trading in maniera seria e consapevole e quelli che improvvisano in modo più o meno estemporaneo. La vulgata, infatti, attribuisce al Forex il ruolo di giustiziere delle velleità degli operatori più sprovveduti. Il che è vero, ma deve essere declinato in altri termini. Molto più semplicemente, il Forex non fa sconti: se sei abile, consapevole e hai delle idee di trading compatibili con l’ambiente in cui operi, hai successo; altrimenti rischi di dilapidare il tuo capitale.

Per questo motivo, programmare i propri investimenti, cercando di assecondare le sollecitazioni del mercato, diventa una delle discriminanti apicali per chi desidera ottenere dei risultati attraverso il Forex (e, magari in misura leggermente meno acuta, anche nelle altre forme di trading). Una scansione attenta e quanto più possibile precisa dei propri movimenti è in grado, se realizzata con criterio, di contenere le perdite nelle transazioni meno felici (che inevitabilmente avverranno: non esiste operatore finanziario con un 100% di successi in curriculum) e di capitalizzare al massimo le operazioni indovinate.

Una programmazione standard si declina essenzialmente attraverso due modalità. La prima consiste nel prevedere l’andamento dei mercati internazionali sulla base degli eventi politici, sociali e culturali in essere e su quelli prossimi venturi di cui si hanno ragionevoli certezze. Un sistema che, ad esempio, ha permesso ad alcuni analisti di prevedere con largo anticipo il grado di incidenza della pandemia da Covid-19 sui mercati e quali paesi ne sarebbero usciti rafforzati a livello finanziario; al punto che il bounce della Cina in termini di incremento del volume di affari, al quale abbiamo assistito negli ultimi mesi, non ha sorpreso nessun analista.

La seconda ha più a che fare con l’elemento psicologico, ed è volta a individuare i comportamenti e le reazioni dei principali investitori in un determinato settore (segnatamente quello in cui si sta operando) a fronte di sollecitazioni esterne. Non tutti gli operatori, infatti, si muovono in maniera uniforme: la capacità di un buon amministratore di risorse finanziarie sta nell’individuare i trend del momento e sfruttarli a proprio vantaggio. Il Forex, da questo punto di vista, è forse il più incostante, ma chi ha le competenze giuste sa ridurre al minimo il margine di rischio.

Più in generale, per acquisire una buona capacità di programmazione dei propri investimenti, oltre all’indispensabile pratica sul campo (preferibilmente in affiancamento a professionisti del settore), è necessario dotarsi di buoni strumenti teorici. Dunque: non il classico videotutorial di 10 minuti, ma saggi e articoli (reperibili anche online) molto più approfonditi, e soprattutto aggiornati.


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