Daniele Capezzone torna in libreria con un saggio sulla libertà in Italia. L'opera, intitolata "Per una nuova destra - Anti-tasse, pro-libertà, dalla parte dei dimenticati dalla sinistra" (ed. Piemme), è un excursus sul mondo che verrà nel "post pandemia": una vera e propria incognita.
In questo scenario, il giornalista de "La Verità" e opinionista politico si chiede se la stagione del sovranismo italiano sia finita, se ci sia qualcosa che possa essere ereditato in termini positivi e cosa sia da cambiare, se la destra italiana voglia ricostruirsi, oltre ad attaccare il politicamente corretto, e su quali basi, nonchè quali misure intenda intraprendere per rendersi autorevole a livello culturale, istituzionale e statale.
L'ex parlamentare, inoltre, si chiede se la destra corra il rischio di essere marginalizzata dalle decisioni concrete e di essere ridotta a semplici battaglie di propaganda.
Una parte del saggio è poi dedicata ai "forgotten men" italiani: chi sono? E come mai piccole imprese, Partite Iva e lavoratori autonomi non riescono a diventare protagonisti a livello sociale e politico? Tutti elettori a cui la destra, spesso, non ha dato un'efficace rappresentanza.
Non manca, infine, un'analisi della situazione in cui si trova il centrodestra, con i sondaggi che danno Matteo Salvini e Giorgia Meloni entrambi ai vertici, e sul futuro che una Federazione fra Lega e Forza Italia potrebbe avere.
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