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Oliviero Diliberto: Giancarlo Elia Valori “la sua vita una leggenda”. L’ultimo suo libro.

Libri ed eventi. Appena fresco di stampa e appena presentato alla Sapienza di Roma l’ultimo saggio di Giancarlo Elia Valori dal titolo “Geopolitica, conflitti, pandemia e cyberspazio. Le luci e le ombre del nostro tempo”, 576 pagine,12 paragrafi diversi, 91 capitoli di fondo e una bibliografia modernissima, per Rubbettino Editore. Un libro-provocazione che scardina vecchi schemi e riapre nuovi orizzonti di dibattito. 

di Pino Nano
Giovedì 09 Giugno 2022
Roma - 09 giu 2022 (Prima Pagina News)

Libri ed eventi. Appena fresco di stampa e appena presentato alla Sapienza di Roma l’ultimo saggio di Giancarlo Elia Valori dal titolo “Geopolitica, conflitti, pandemia e cyberspazio. Le luci e le ombre del nostro tempo”, 576 pagine,12 paragrafi diversi, 91 capitoli di fondo e una bibliografia modernissima, per Rubbettino Editore. Un libro-provocazione che scardina vecchi schemi e riapre nuovi orizzonti di dibattito. 

Se non conoscessimo Oliviero Diliberto, oggi autorevolissimo Preside della Facoltà di Giurisprudenza alla Sapienza di Roma, ma prima ancora ricordo carismatico e affascinante protagonista della storia più bella della sinistra italiana, con tutto quello che era il vecchio partito comunista, immagineremmo che quello che state per leggere non sia mai stato scritto da lui. Ma di Olivero Diliberto, noi ragazzi di allora, anticomunisti viscerali e soprattutto democristiani per fede, apprezzavamo la sua straordinaria libertà di pensiero e la forza morale delle sue opinioni. Maestro, già allora lui, di indipendenza assoluta dal partito di riferimento, e di disciplina morale al di sopra di ogni sospetto, anche per noi che stavano dall’altra parte della barricata ideologica.

Ma tutto questo spiega benissimo il perché nella prefazione al nuovo libro di Giancarlo Elia Valori il preside Oliviero Diliberto, per descrivere meglio l’autore del saggio, fa palese ricorso ad uno dei suoi padri storici di riferimento, che era Giorgio Amendola: “Intorno alla sua persona si era costituita cospicua leggenda”. Sono le parole di sincera ammirazione che Giorgio Amendola dedicava ad una figura di intellettuale eclettico e di sapere vastissimo quale Emilio Sereni. Bene, non si può certo negare che altrettanta «cospicua leggenda» si sia accumulata intorno alla figura di Giancarlo Elia Valori”.

La grande ricchezza di questo nuovo saggio di Giancarlo Elia Valori, a giudizio di Oliviero Diliberto, è che esso” non si limita mai ad un semplice commento delle notizie e/o della documentazione in suo possesso (che peraltro sarebbe comunque intrinsecamente utile): egli viceversa offre sempre chiavi di lettura, punti di vista, interpretazioni della medesima documentazione, inediti e originali. Verrebbe da dire: spiazzanti. Assai spesso in aperta contraddizione con la vulgata corrente. Interpretazioni, peraltro, mai ispirate all’ormai dilagante (ed orribile, almeno ai miei occhi) atteggiamento politicamente corretto”.

Un libro-provocazione, un saggio che sfida ogni teoria ricorrente, una sorta di vera e propria filosofia di vita che Elia Valori ci somministra con la cura del vecchio medico di famiglia di una volta, quando i medici (in casa ne ho uno tutto per me che ho avuto il privilegio di sposare), trascorrevano tutta la loro vita accanto e a fianco ai propri malati. Così come faceva anche il nonno di mia moglie. La realtà che ci racconta Giancarlo Elia Valori in questo libro -osserva lo stesso Preside Diliberto- non è mai consolatoria o buonista: tutt’altro. “Un esempio per tutti, ma eloquente. Valori–giustamente–non sposa mai la retorica europeista, oggi largamente e semplicisticamente dominante nel linguaggio corrente (politico, giornalistico, pubblicistico): un europeismo frutto il più delle volte di assenza di analisi, quando non di una crassa ignoranza dei problemi. L’Europa e le sue istituzioni sono studiate da Valori per quello che sono realmente: il che implica, con altrettanta aderenza alla realtà dei fatti, che non di rado si debba sottolineare la capacità delle istituzioni europee di eccellere nel non esistere”.

Riecco la politica, e riecco l’antica diatriba tra ciò che è buona politica e ciò che invece è la politica del nulla, o peggio ancora “dell’uno vale uno”. In realtà, di Giancarlo Elia Valori si potrebbero scrivere fiumi di parole, ma questa volta il vecchio saggio della politica industriale italiana nel mondo ha superato sé stesso, affrontando temi che non sono temi cari alla sua generazione, ma sfidando sé stesso e affrontando a muso duro e sul piano più prettamente scientifico l’analisi schematica e globale del sistema internazionale che ruota attorno ad ognuno di noi. È il vecchio professore universitario che torna oggi tra i suoi studenti in aula, tra i loro banchi, si mescola tra di loro, ma questa volta per imparare da loro il linguaggio della modernità.

Oliviero Diliberto non ha nessuna remora e riconoscere che “il libro di Elia Valori è un libro di geopolitica, innanzi tutto (di cui Valori è maestro da molti decenni, come testimonia la sua produzione scientifica): la Cina apre il volume e ne attraversa–verrebbe da dire–pressoché tutte le tematiche; ma Valori dedica anche molte e dense pagine alla Russia attuale, all’Africa, al Vicino e Lontano Oriente (Siria, Israele, Afghanistan, India, Pakistan, Iran, Repubbliche asiatiche ex sovietiche), all’America Latina, all’Antartide. Semplicemente, incredibile”. Ma perché intrecciata, poi, alla geopolitica mondiale, l’autore studia analiticamente l’irrompere nella nostra vita delle nuove tecnologie, indaga sulle risorse naturali (l’idrogeno in primo luogo) e sull’ambiente (tema, evidentemente, vitale per l’umanità), scandaglia il rapporto perverso (anch’esso attualissimo) tra malavita organizzata internazionale (paradisi fiscali, narcotraffico, tratta degli esseri umani, vendita delle armi) ed economia globale. Un Giancarlo Elia Valori assolutamente inedito, straordinariamente moderno, che pur non essendo più il ragazzo ribelle di un tempo dimostra ancora di possedere un background da filosofo navigato e da genio delle tecnologie più moderne. Ma si vede che in questi anni è tornato sui banchi di scuola per apprendere nuove nozioni e nuove materie, soprattutto le complicatissime teorie del cyberspazio, con tutto ciò che da tutto questo ne deriva.

“Infine– sottolinea ancora lo stesso Oliviero Diliberto, e questa volta lo fa da quel grande pulpito giuridico che è la Presidenza della Facoltà di Diritto alla Sapienza di Roma-il libro affronta il problema del cyberspazio in tutte le sue molteplici e assai complesse sfaccettature: quali, ad esempio, i problemi etici, filosofici e ideologici che l’irrompere del cyber–inedito, fascinosissimo e potenzialmente terribile competitor dell’umano–porta con sé”.

È appunto questo il nodo centrale di tutto. Non so se posso farlo, ma vi consiglio caldamente di andarvi a leggere il paragrafo finale del libro, a pagina 538, paragrafo 11, “La fuga in avanti del cyberspazio: dal golem a GPT-3”, e riscoprirete il grande Elia Valori di sempre, che usa le teorie innovative del cyberspazio per indicare la strada da seguire sul piano del diritto e della morale universale, quando a proposito dell’uso indiscriminato per esempio della intelligenza artificiale Valori scrive testualmente queste cose: “:È importante usare la ragione e la facoltà della saggezza per portare avanti i cambiamenti, come abbiamo fatto prima e più volte. Ecco perché gli umani dovrebbero stare attenti all’evoluzione dell’intelligenza artificiale. Microsoft ha cercato di creare un’IA facile da usare, chiamata Tay, che parlasse come una ragazza adolescente... ed era razzista. L’intelligenza artificiale come qualsiasi altro essere vivente ha bisogno di attenzione”.

Come si fa a non dargli ragione? “La ricerca etica dell’intelligenza artificiale non dovrebbe considerare solo il rapido sviluppo della tecnologia, ma concentrarsi in specie sull’interazione soggetto-pensiero umano e metodi cognitivi, in modo che macchine e umani possano svolgere i propri compiti e promuoversi a vicenda. Non sappiamo – conclude Giancarlo Elia Valori in questo suo bellissimo saggio- se in un punto imprecisato del futuro l’intelligenza artificiale raggiungerà la singolarità tecnologica, rendendosi indipendente dagli esseri umani, ma prima che avvenga sicuramente è meglio togliere la spina”.

Ancora quest’anno dunque, alla Sapienza di Roma un evento solenne e importante, ma che si trattasse di un evento solenne e importante lo abbiamo capito immediatamente la sera della presentazione del libro di Valori quando all’entrata sulla scalinata che porta all’aula magna della facoltà di giurisprudenza c’era tantissima gente in fila, ad aspettare di poter entrare in aula, ma non sempre gli editori sono in grado di prevedere che al lancio di un libro per giunta non preannunciato dai grandi giornali arrivassero centinaia e centinaia di ragazzi e di studiosi. Buona lettura a tutti.

 

 


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