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Premio Cardinale Giordano, vince Antonio Preziosi, “Il Papa doveva morire”.

La cerimonia di premiazione si svolgerà sabato 24 settembre, a Napoli, presso la Basilica dell'Incoronata Madre del Buon Consiglio e sarà presieduta dall'arcivescovo di Napoli, monsignor Domenico Battaglia, presidente onorario del Premio cardinale Michele Giordano.

di Pino Nano
Sabato 25 Giugno 2022
Roma - 25 giu 2022 (Prima Pagina News)

La cerimonia di premiazione si svolgerà sabato 24 settembre, a Napoli, presso la Basilica dell'Incoronata Madre del Buon Consiglio e sarà presieduta dall'arcivescovo di Napoli, monsignor Domenico Battaglia, presidente onorario del Premio cardinale Michele Giordano.

Il Papa doveva morire” (edizioni San Paolo) di Antonio Preziosi, direttore di Rai Parlamento, è il libro vincitore della X edizione del Premio cardinale Giordano. Lo ha deciso all'unanimità la commissione del riconoscimento composta tra gli altri dal presidente Fulvio Tessitore e dal segretario Francesco Antonio Grana (vaticanista de ilfattoquotidiano.it).

Secondo classificato il testo “Benedetto XVI. La vita e le sfide” (edizioni Sanpino), di Luca Caruso, responsabile della comunicazione e dell'ufficio stampa della Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger-Benedetto XVI. Terzo posto per il volume “Vangelo in periferia” (edizioni Morcelliana), testo corale curato dalla Comunità di Sant'Egidio, fondata da Andrea Riccardi e presieduta da Marco Impagliazzo.

Il Premio speciale della giuria è andato invece al libro “I tre pani” (Edizioni Padre Pio da Pietrelcina) di monsignor Domenico D'Ambrosio, arcivescovo emerito di Lecce.

Primo Premio dunque al libro, “Il Papa doveva morire. La storia dell’attentato a Giovanni Paolo II”, Edizioni San Paolo 2021, pp. 240, un saggio di grande impatto mediatico e di grande suggestione popolare, che vanta la prefazione di mons. Rino Fisichella e che da grande intellettuale della Chiesa di Francesco conferma come l’autore del saggio “Antonio Preziosi non si stanca mai di analizzare nei particolari tutti gli elementi che emergono dai dossier e dalle testimonianze, cercando di trovare anche nelle molteplici coincidenze una traiettoria per comprendere un piano più ampio di quello descritto dalle cronache”. Seguiamo Antonio Preziosi da troppi anni per non dire fino in fondo quello che pensiamo di lui. Solo un grande giornalista, come lui lo è sempre stato, avrebbe potuto affrontare così bene un tema così complesso e così ancora pieno di misteri come l’attentato di Ali Ağca, e solo un uomo di fede profonda come lui- perché di fede vera è impastato Antonio Preziosi, e lo è da quando era ancora studente universitario a Giurisprudenza - avrebbe potuto descrivere così bene i sentimenti più profondi e più privati di papa Wojtyla nel momento peggiore della sua esperienza cristiana.

È nel dicembre 2018 che Antonio Preziosi viene nominato per la prima volta Direttore della Testata Rai Parlamento -radiofonica e televisiva- e che nella seduta del CDA del 18 novembre scorso i vertici RAI riconfermano al suo posto per via della sua storia professionale importante, ma soprattutto per la grande credibilità conquistata sotto la sua guida dalla Testata giornalistica di Rai Parlamento. È il caso di dire, “un numero uno” del suo mondo e della sua “razza”, che è quella dei cronisti parlamentari, e che sembra ormai quasi definitivamente in via di estinzione.

In realtà il Direttore di Rai Parlamento ha un curriculum da primo della classe in tutti i sensi. Nato a Taranto nel 1967, laureato con lode in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1995. Inizia a collaborare con la Rai nel 1991 come programmista-regista a Radio2. L'anno successivo vince il concorso pubblico per il primo master della Scuola di Giornalismo Radiotelevisivo di Perugia, e nel 1994 è, per un anno, alla direzione Commerciale Rai. Nel 1995 è assunto con l'incarico di redattore presso la redazione giornalistica di Palermo dove è tra i conduttori del telegiornale regionale.

Nel 1997 è chiamato a Roma alla redazione politico parlamentare del Giornale Radio, per il quale, quattro anni dopo, è inviato speciale con l'incarico di seguire l'attività della Presidenza del Consiglio dei Ministri. In qualità di inviato segue i principali avvenimenti di politica estera e internazionale, tra i quali: le Assemblee Generali delle Nazioni Unite tra il 1998 e il 2007, tutte le riunioni del G7-G8 dal 1999, i Consigli Europei, i vertici Nato e numerosi incontri bilaterali tra i presidenti del consiglio italiani e i principali leader europei e mondiali. Nel 2004 è nominato caporedattore.

Nell'agosto 2009 gli viene affidata la direzione di Radio1 e della testata Giornale Radio, che include Gr1, Gr2, Gr3, Ultimo Minuto e Il Giornale della Mezzanotte: ricopre l'incarico fino a marzo 2014, assumendo in diversi momenti la responsabilità ad interim delle redazioni Speciale e Rubriche. Dall'aprile 2010 all'ottobre 2011 è anche direttore ad interim della testata Gr Parlamento. Durante la direzione di Radio1 ha lanciato nuovi format tra i quali Prima di Tutto (le Morning news in onda dalle 5 alle 9 del mattino), Start, la notizia non può attendere e A tutto campo - il Talk.

Tra il 2010 e il 2011 è Consigliere di Amministrazione di Audiradio Srl. Nel dicembre 2015, dopo aver svolto per alcuni mesi il ruolo di editorialista per il Tg2, è nominato corrispondente per i servizi giornalisti radiofonici e televisivi dal Belgio, in qualità di caporedattore.

Per la sua alta competenza professionale Antonio Preziosi ha tenuto in tutti questi anni corsi di comunicazione politica, di giornalismo e di teoria e tecnica della comunicazione, in diverse università italiane. È autore di numerosi libri e pubblicazioni su media, comunicazione e attualità.

Tantissimi sono stati i riconoscimenti che il Direttore di Rai Parlamento ha già ricevuto in questi anni per la sua attività giornalistica, tra cui il Premio Amalfi di Giornalismo e il Premio "Mimmo Castellano" alla carriera. Quanto basta per capire che siamo di fronte ad un maestro della parola scritta, aggiungo prestato per caso al giornalismo politico, ma rimasto profondamente legato al racconto della vita quotidiana delle persone comuni, al valore degli uomini e al rispetto della loro vita.


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