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“Il Vomere”: 126 anni di storia del giornalismo siciliano
“Amici miei, sono immensamente orgogliosa. Oggi il mio giornale Il Vomere compie 126 anni! È il più antico periodico siciliano, uno fra i più antichi d'Italia, unico nel panorama editoriale italiano per longevità e continuità”. Lo scrive Rosa Rubino sul suo profilo Fb nel giorno del compleanno del giornale che dirige.
di Pino Nano
Martedì 12 Luglio 2022
Trapani - 12 lug 2022 (Prima Pagina News)
“Amici miei, sono immensamente orgogliosa. Oggi il mio giornale Il Vomere compie 126 anni! È il più antico periodico siciliano, uno fra i più antichi d'Italia, unico nel panorama editoriale italiano per longevità e continuità”. Lo scrive Rosa Rubino sul suo profilo Fb nel giorno del compleanno del giornale che dirige.

La testata pluripremiata -ha ricevuto gli elogi di Papa Francesco, del Presidente Mattarella, della Presidente del senato Casellati, è stata fondata a Marsala dal nonno della direttrice Rosa Rubino, Cav.Prof. Vito Rubino, a cui è stata anche intitolata una strada. Bene, da 35 anni – scrive ancora Rosa Rubino- ho l'onore e l'onere di dirigerlo insieme a mio fratello Alfredo che ne è l’editore. “Condirettore mio nipote Riccardo Rubino, sono orgogliosa di essere fra le pochissime donne a dirigere una testata giornalistica e la prima della mia famiglia dopo mio nonno, mio zio Alfredo, mio padre Riccardo”.

“Mi piace ricordare – aggiunge la direttrice del giornale- “il ruolo svolto da un’altra donna, mia madre Olga Lucia Mule', che 50 anni fa, fondo' con successo la Casa editrice Il Vomere. Un'avventura difficile la sua, soprattutto in Sicilia. Una storia affascinante quella del Vomere. Un grazie immenso a tutti coloro che da sempre hanno creduto e sostenuto la nostra testata. Buon compleanno Vomere!”

La testata “Il Vomere” -ci ricorda Rosa Rubino- è stata fondata il 12 luglio del 1896 a Marsala dal Prof. Vito Rubino, che la diresse per ventisette anni, fino al 1923. Fra i primi abbonati del giornale figura il re Vittorio Emanuele III. Oggi a dirigenere il giornale c’è appunto lei, una donna di grande carattere e carisma, Rosa Rubino (nella foto con il Capo dello Stato Sergio Mattarella), che ne ha fatto un giornale moderno e al passo con i tempi.

Pubblicato senza soluzione di continuità dalla data di nascita fino a oggi (fatta eccezione per un breve periodo, in seguito al tragico bombardamento di Marsala durante la 2^ Guerra Mondiale, l’11 maggio 1943), il periodico è stato sempre diretto dalla famiglia Rubino, la stessa del fondatore, e rappresenta per questo motivo, oltre che per la sua longevità, un unicum nel panorama editoriale e nella storia del giornalismo italiano.

Il periodico di Marsala – sottolinea la direttrice del giornale- “ha attraversato i secoli accompagnando, con la sua voce indipendente e libera, le fasi più importanti della storia siciliana e nazionale e rappresenta dunque una delle fonti più rilevanti per la ricostruzione della memoria collettiva della città di Marsala e dell’intero Paese. Dopo il 1923, la direzione è passata ad Alfredo e quindi a Riccardo Rubino (con la stretta collaborazione della moglie Olga). L’attuale Direttrice, Rosa Rubino, appartiene alla terza generazione del fondatore e ha assunto la direzione della testata nel 1987. Il Direttore editoriale è Alfredo Rubino, fratello di Rosa. Il Condirettore è Riccardo Rubino, figlio di Alfredo, la 4^ generazione.

Rosa Rubino è raggiante. “Il primo numero del periodico- ricorda- inizialmente a uscita settimanale gratuita, nel giorno di domenica, fu stampato a Marsala, dalla Tipografia di Giacomo Martoglio in 2500 copie. La foliazione era di 4 pagine. Obiettivo del fondatore era quello di offrire, attraverso un nuovo giornale, un orizzonte di riferimento e uno strumento di rinascita sociale, civile e culturale in una delle fasi di maggiore criticità della storia siciliana e nazionale: alle spalle la sconfitta di Adua e la repressione violenta dei Fasci dei Lavoratori; da fronteggiare, nel difficile presente, l’invasione della fillossera – che aveva distrutto in Sicilia 96.240 ettari di vigneto, con una perdita di 3/4 delle giornate di lavoro – ma anche la piaga dell’analfabetismo e i crescenti flussi migratori, che stavano allontanando dalla loro patria centinaia di migliaia di lavoratori”.

-Ma Il Vomere non era la prima esperienza di suo nonno?

“Mio nonno Vito Rubino aveva già fondato due giornali, il ‘Boeo’ e ‘La Nuova Età’, e con Il Vomere decise di dar voce alle istanze e alle esigenze della sua comunità, sostenendone e favorendone la crescita culturale e civile, anche attraverso l’apertura di Scuole serali e l’avvio di numerose iniziative di formazione per i coltivatori. La testata divenne, in breve tempo, un imprescindibile punto di riferimento in grado di seguire e supportare quotidianamente lo sviluppo della società, fino a essere considerato familiarmente e per antonomasia, ‘il diario di Marsala’. In origine la testata nacque come bollettino di pubblicità e annunci economici, organo della “Agenzia Popolare del Prof. Vito Rubino & C.”, che si occupava di transazioni e atti commerciali, amministrativi e legali. Successivamente il giornale assunse una vita autonoma, acquisendo una più varia e articolata fisionomia”.

-Fu subito un grande successo editoriale, mi pare di capire.

Dopo alcuni anni ‘Il Vomere’ aumentò il numero delle pagine, la tiratura e l’area di diffusione, e venne stampato in proprio dalla mia famiglia grazie all’acquisto di una delle più antiche linotype siciliane. Collaboratori del Direttore furono, da subito, Vincenzo Pipitone, poi deputato e senatore del Regno, Sebastiano Cammareri Scurti e moltissimi altri intellettuali di punta della cultura siciliana. Fra gli altri, Salvatore Struppa, Giacomo Dell’Orto e Biagio Bonomo.

-Dove nasceva, di fatto, il giornale?

La prima sede del giornale si trovava in via Garibaldi n. 15, nel cuore del centro storico della città. Successivamente la redazione si trasferì all’interno di ‘Palazzo VII Aprile’, l’edificio del XVI secolo inizialmente denominato la ‘Loggia’ – oggi luogo delle sedute del Consiglio comunale – che il 7 aprile del 1860, pochi giorni prima dello sbarco dei Mille, vide l’insurrezione del popolo contro il sovrano delle Due Sicilie. Da qui, poi, Giuseppe Garibaldi pronunciò lo storico discorso con il quale dichiarava decaduto il governo borbonico. Pensi che sotto i portici di ‘Palazzo VII Aprile’, negli ultimi anni del XIX secolo e, a lungo, poi, nel corso del XX, i Direttori del Vomere erano soliti affiggere le prime quattro pagine del giornale appena pubblicato, affinché i cittadini potessero immediatamente leggerle e commentarle.

 - È ancora lì il giornale?

Dopo trent’anni, la redazione è stata spostata in via Fici, a poca distanza da ‘Palazzo VII Aprile’, quindi nella sede attuale, in via Trapani 125, dove si trova anche l’omonima Casa Editrice ‘Il Vomere’.

-Se uno studioso fosse oggi interessato a rileggere i numeri della prima ora, cosa deve fare?

La collezione storica della testata, di proprietà della famiglia Rubino, prima collocata all’interno di ‘Palazzo VII Aprile’, è attualmente conservata a Marsala, nella residenza dei Direttori del giornale, ed è costituita da 105 volumi. Oggi ‘Il Vomere’ ha una versione a stampa cartacea, un sito web (www.ilvomere.it) e un profilo Facebook. Moltissimi i riconoscimenti tributati al giornale nel corso della sua storia. Fra i più importanti, la Menzione d’onore ricevuta nel 1900 all’Esposizione Universale di Parigi.

- Centiniaia di riconoscimenti illustri.

Pensi che già nel 1899, appena tre anni dopo la sua fondazione, la testata era stata già premiata con un ‘Diploma al Merito’ all’Esposizione Agraria di Roma. Nel 1902, il giornale ricevette altri due riconoscimenti importanti: la Medaglia d’Argento assegnata dal Ministero dell’Agricoltura, dell’Industria e del Commercio all’Esposizione Enotecnica di Marsala, e il Diploma di Benemerenza nella Prima Esposizione Agraria Siciliana di Palermo. Ma grazie al successo della testata e all’impegno sociale, civile e culturale di cui era espressione, mio nonno Vito Rubino fu nominato Cavaliere del Regno. Nel 1918 il giornale riceve una lettera di elogio da parte della Regina Margherita e un prestigioso riconoscimento dal Primo ministro dell'Impero britannico Lloyd George per la "Galleria patriottica". E non va dimenticato il fatto che sin dai primi anni della sua fondazione "Il Vomere" ebbe corrispondenti in Inghilterra ma anche a BrooKlyn, rappresentando un ponte tra la Sicilia e i moltissimi emigrati costretti a lasciare la madrepatria. Una storia davvero meravigliosa.


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