Sei sicuro di voler sbloccare questo articolo?
Carbone: "Vigileremo sugli appalti del Ponte sullo Stretto".
Carbone: "Vigileremo sugli appalti del Ponte sullo Stretto".
"Le cosche della 'ndrangheta avrebbero evidenziato un crescente interesse nel controllo delle grandi opere pubbliche e nella gestione delle risorse economiche degli enti locali, come nel caso delle aziende ospedaliere o dei servizi di raccolta rifiuti".
Lo si legge nella relazione sulle attività svolte lo scorso anno dalla Direzione Investigativa Antimafia (Dia).
La 'ndrangheta, prosegue la Dia, è un "fenomeno di portata internazionale che, tuttavia, continua a mantenere le sue radici nella provincia di Reggio Calabria, fonte di legittimazione di tutte le decisioni strategiche".
Sono stati riscontrati "numerosi tentativi di infiltrazione e condizionamenti" da parte delle 'ndrine, in special modo "nei settori legati agli appalti pubblici, alla grande distribuzione organizzata e al comparto agricolo", si legge ancora nel documento.
Per quanto riguarda la natura della "criminalità in Calabria", prosegue, "si è sempre contraddistinta per la sua pervasività, capace di penetrare profondamente nei sistemi socioeconomici regionali. La regione continua a rappresentare un terreno fertile per le organizzazioni mafiose che, approfittando delle difficoltà economiche e delle vulnerabilità strutturali, riescono a infiltrarsi nei settori produttivi legali".
In più, "la delocalizzazione delle attività criminali della 'ndrangheta tramite centri decisionali fuori dalla Calabria risponde a una regia collegata al territorio d'origine da cui promana il beneplacito alla conclusione di affari e alla stipula di nuove alleanze senza mai rinunciare al ricorso all'uso della violenza, soprattutto nei territori di origine, dove nel 2024 si è registrato un numero rilevante di atti intimidatori, diretti contro amministratori o rappresentanti di enti locali, membri delle forze dell'ordine, giornalisti e imprenditori".
"Per quanto riguarda gli appalti per il Ponte sullo Stretto siamo pronti a svolgere l'attività di prevenzione che sarà decisa dagli organi istituzionali - ha dichiarato il direttore della Direzione investigativa antimafia Michele Carbone -. Abbiamo già un background molto importante di esperienza, di capacità, di risorse".