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La vera storia della radio, chi la fa e chi l’ascolta, dalla valvola al web

Il nuovo libro del giornalista sardo Gianni Garrucciu, edito dalla Santelli Editore, è un vero e proprio vademecum sul mondo affascinante delle radio, dove troverete di tutto, dai dettagli tecnici alle curiosità più inimmaginabili del settore.

di Pino Nano
Mercoledì 18 Maggio 2022
Roma - 18 mag 2022 (Prima Pagina News)

Il nuovo libro del giornalista sardo Gianni Garrucciu, edito dalla Santelli Editore, è un vero e proprio vademecum sul mondo affascinante delle radio, dove troverete di tutto, dai dettagli tecnici alle curiosità più inimmaginabili del settore.

A 100 anni dalla prima storica trasmissione radiofonica broadcast al mondo, avvenuta il 15 giugno 1920 dalla fabbrica aperta da Guglielmo Marconi a Chelmsford in Inghilterra con protagonista la voce del soprano australiano Nellie Melba, e 2 anni dal centenario della prima trasmissione radiofonica italiana il 6 ottobre del 1924, la radio -dice il giornalista Gianni Garrucciu, autore di questo suo nuovo libro- è ancora oggi un mezzo potentissimo per celebrare l'umanità in tutta la sua diversità.

A livello globale -lo scrittore sardo non ha nessun dubbio- “la radio rimane il mezzo maggiormente utilizzato al mondo”. Questa capacità unica di raggiungere il pubblico più vasto significa che la radio può raccontare le diversità della società e dar loro voce per essere rappresentate e ascoltate, offrendo un'ampia varietà di programmi, punti di vista e contenuti. “Anche l’UNESCO e l’ONU – sottolinea Garrucciu- ne riconoscono l’importanza politica e sociale tanto da celebrare ogni anno il World Radio Day.

In un'era di rapida evoluzione mediatica, la radio mantiene dunque un posto speciale in ogni comunità, come fonte accessibile di notizie vitali e di informazione. E oggi sta vivendo una nuova giovinezza, proprio grazie alla digitalizzazione del segnale e alla trasmissione in Rete che permettono personalizzazione e condivisione. Pensate che oggi, solo in Italia, 36 milioni di persone ascoltano la radio ogni giorno, e questo la dice lunga sul prodotto che Gianni Garrucciu racconta con tanto senso di ammirazione.

Radio, storie e curiosità, questo il titolo del saggio di Gianni Garrucciu, vuole offrire un contributo importante al mondo dei media, proprio per rispondere a queste esigenze. Il libro è diviso in due parti. La prima, ripercorre il lungo cammino della radio dal 1924 a oggi, affrontando i temi sociali, politici, tecnici, e tutto ciò che lega la radio alla crescita e alla formazione degli italiani nel corso di un secolo: i primi programmi, l’utilizzo del mezzo nell’era fascista, le macerie della guerra, l’entusiasmo della ricostruzione, la concorrenza della radiofonia privata, la rivoluzione di Renzo Arbore, Biagio Agnes e Sergio Zavoli; con le testimonianze in gran parte inedite di numerosi protagonisti. La seconda parte, analizza la figura di chi lavora in radio e di chi l’ascolta: le nuove tecnologie, i social media, gli studi scientifici e mediatici sulle figure che fanno e che ascoltano la radio dopo l’avvento degli smartphone, di Instangram, Twitter e Facebook, sino al ruolo della radio nel futuro del pianeta.

Ampio spazio viene dato nel libro anche alle “radio comunitarie”, alle “radio umanitarie” e alla rinascita delle “radio ospedaliere”, in seguito al difficile periodo legato all’emergenza virus.

Il libro prende anche in esame una serie di studi legati alla soglia di attenzione della mente umana. Un’indagine della BBC condotta agli inizi degli anni ‘90 affermava che il tempo di attenzione dato da un individuo a una notizia televisiva era di massimo due minuti, e si riduceva a un minuto per la radio. Nel 2000, una ricerca della Reuters sosteneva che le persone per informarsi preferiscono la velocità di un testo scritto o di un notiziario flash (radio o tv), abbassando così il tempo di attenzione a dodici secondi. Dopo qualche anno, uno studio condotto da Microsoft in Canada ha dimostrato che la soglia di attenzione umana si è ridotta di ulteriori quattro secondi dal 2000 a oggi, passando da dodici a otto, scendendo sotto quella di un pesce rosso che è stabile a nove secondi. Conseguenza della tecnologia, o meglio del costante flusso di informazioni che arriva da Twitter, da Facebook e dai siti web. Tante, troppe notizie: si cerca di leggerle tutte e di conseguenza la capacità di concentrarsi su una singola cosa, si abbassa.

Un nuovo importante libro per la fertile produzione di Gianni Garrucciu, che ha esordito proprio a Radio Rai a soli 12 anni, e ha percorso l’intero cammino professionale in Rai per oltre 40 anni. Un cammino anche letterario, che ha attraversato diversi tempi: dagli studi sul Telegiornale a quelli sulla radio; dall’analisi della figura di Giovanni Paolo II alla conversazione con Papa Francesco sulla Fame; alla biografia e profonda analisi della personalità di Renzo Arbore, uno degli artisti che rivoluzionato il modo di fare prima radio e poi televisione. Infine, l’ultima fatica, questa sulla storia della Radio, dal 19 maggio in libreria per la casa editrice Santelli.


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