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Salute: allarme influenza “australiana”.
In arrivo in Italia una stagione influenzale e parainfluenzale ad alta intensità. Vigile allerta dei medici di base e dei pediatri di famiglia.
di ADV
Sabato 08 Ottobre 2022
Roma - 08 ott 2022 (ADV)
In arrivo in Italia una stagione influenzale e parainfluenzale ad alta intensità. Vigile allerta dei medici di base e dei pediatri di famiglia.

L’influenza denominata “Australiana” caratterizzata dal virus H3N2 attesa a partire dal mese di ottobre ha già iniziato a circolare da qualche settimana in Italia.
I medici di base lanciano l’allarme, Alberto Chiriatti vice segretario di FIMMG (Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale) Lazio spiega che l’epidemia in arrivo presenta alti rischi, determinati da una possibile sovrapposizione tra i virus influenzali stagionali e infezione da Covid (Omicron 5) non ancora debellata.

Le rivelazioni dei dati relativi alle sindromi influenzali in arrivo per la stagione 2022/2023 emanati dal Servizio di Sorveglianza Nazionale Epidemiologico e Virologico dell’ ISS (Istituto Superiore di Sanità) indica come la prossima stagione autunno-inverno potrà essere particolarmente virulenta e potrà avere un impatto devastante dal punto di vista epidemiologico, clinico, istituzionale e dei costi sociali (spese sanitarie, assenza lavoro e scuola). Tutto ciò è riconducibile a più fattori determinati dall’ubiquità e contagiosità della malattia, dalla variabile antigenica del virus in arrivo, dall’andamento epidemiologico stagionale, dalla possibilità di contrarre complicanze anche gravi in alcune categorie di soggetti a rischio o fragili (bambini, anziani, persone con comorbidità o con malattie croniche) è quello che sostiene Augusto Sannetti, fondatore e direttore scientifico di Ospedale & Territorio e presidente di Probiomics Care, società indipendente di Ricerca Scientifica indirizzata e impegnata nello studio, analisi e screening osservazionali sul  Probioma Umano. Secondo molti esperti i virus influenzali in arrivo fanno paura, poiché i dati già registrati provenienti dall’Emisfero Australe indicano che il nuovo ceppo influenzale H3N2, ha tormentato Australia e Oceania con oltre 500.000 infezioni rilevate nel solo mese di agosto e ha prodotto oltre 300 decessi tra i soggetti fragili e migliaia di ricoveri ospedalieri, dei quali oltre il 7% in terapia intensiva.

A lanciare l’allarme è anche il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore scientifico dell’Osservatorio Influenza dell’IRCCS dell’Istituto Scientifico Galeazzi che, commentando i dati in arrivo dall’Emisfero Sud, illustra quello che potrebbe succedere anche in Italia con l’arrivo dell’inverno, osservando una crescita della curva epidemica particolarmente accelerata e in anticipo rispetto al normale.
La stagione influenzale è infatti già iniziata anche in Italia con molti casi di
influenza H3N2 già accertati. Si tratta di virus tutti di tipo A, con una certa predominanza di A3N2.
La nuova influenza si manifesta con i sintomi tipici del male di stagione: stanchezza, dolore muscolare e osteo-articolare, febbre, tosse, raffreddore con problemi all’apparato respiratorio e gastro-intestinale. Sarà infine molto importante, ai fini di un’adeguata terapia e assistenza, riconoscere il sintomo influenzale rispetto a quello della variante Omicron 5, considerando che sono molto simili. Di particolare importanza, ribadisce ancora Augusto Sannetti, sarà quindi individuare, sin dall’inizio, la durata e l’intensità dell’epidemia stagionale e la distribuzione geografica in Italia, valutando l’incidenza anche delle sindromi simil-influenzali ILI (Influenza-Like Illness), attraverso l’identificazione precoce dei ceppi virali circolanti.

I virus influenzali si trasmettono prevalentemente per via aerea attraverso le goccioline di saliva che il malato, adulto o bambino, produce tossendo o semplicemente parlando, soprattutto in ambienti affollati e chiusi.

Le persone infette sono normalmente contagiose a partire da un giorno o due prima che i sintomi compaiano e fino a cinque giorni dopo l’inizio della sintomatologia, e talvolta fino a dieci giorni dopo. Questo significa che i virus influenzali possono essere trasmessi anche da persone apparentemente sane. I bambini e le persone con sistema immunitario indebolito possono essere contagiosi per un tempo ancora più lungo e possono quindi essere un veicolo di trasmissione virale più conclamato per le persone fragili che possono accusare complicazioni polmonari dovute all’influenza o ad una sovrapposizione con il Covid.

Quindi, con l’inizio dei primi freddi dell’autunno e del prossimo inverno, l’influenza che nelle ultime due stagioni è stata abbastanza contenuta, anche per le misure anti Covid, tornerà prepotentemente e, sommandosi con Sars-Cov-2 e le sue varianti, rappresenterà un problema in più, poiché entrambe le infezioni potranno diventare i principali virus respiratori invernali e potranno assumere dimensioni inquietanti.

Importante, specifica Alberto Chiriatti, vicesegretario della FIMMG Lazio, portavoce dei medici di Medicina Generale, sarà eseguire una diagnosi differenziale con tamponi in grado di stabilire se chi ha determinati sintomi è vittima della nuova influenza o del Covid e delle forme di varianti del Coronavirus (cioè Alfa, Beta, Gamma, Delta, Omicron 4, 5).

Seppure l’impatto stagionale dell’influenza ogni anno è diverso, quest’anno il picco è atteso nel mese di dicembre e sarà particolarmente virulento in prossimità delle feste di Natale, proseguendo fino a metà febbraio.

Sarà quindi fondamentale un’ adeguata profilassi e prevenzione, da consigliare soprattutto agli over 65 e alla fascia di età pediatrica, utilizzando dispositivi medici e complessi molecolari idonei, in attesa di una campagna vaccinale che riguarderà le varie forme influenzali che arriveranno con i primi freddi stagionali. La vaccinazione, infatti, costituisce la più efficace strategia di prevenzione dell’influenza.

Visto il perdurare della stagione epidemiologica relativa alla diffusione del
Sars-Cov-2, il Ministero della Salute ha emanato già a partire dai mesi di luglio-agosto una circolare per “la prevenzione e il controllo dell’influenza per la stagione 2022/2023”. Il documento raccomanda di anticipare la campagna di vaccinazione antinfluenzale a partire dal mese di ottobre, consigliandola in particolare per la fascia di età a partire dai 6 mesi ai 9-10 anni, al fine anche di ridurre la circolazione del virus influenzale tra gli adulti e gli anziani, essendo i bambini il maggiore veicolo per la trasmissione del virus influenzale.

Sebbene la vaccinazione rappresenti un’importante misura di protezione, non solo per sé stessi ma anche per tutti coloro (amici, parenti) che vivono a contatto con chi sviluppa l’infezione virale, i vaccini già in uso e quelli che verranno utilizzati a partire dai mesi ottobre-novembre, come tutti i sieri, non garantiscono una protezione al 100% e rappresentano, seppur in rari casi, controindicazioni e inefficacia.

Per rallentare  il trend dei contagi, che potrebbe superare quest’anno i 5/6 milioni di infezioni, oltre che i vaccini e il costante utilizzo della mascherina FFP2, l’igiene ed un adeguato distanziamento, gli infettivologi, i virologi, specialisti pediatri e i medici di medicina generale, raccomandano anche l’utilizzo di complessi molecolari idonei, al fine di garantire un’adeguata profilassi e la più corretta cura adiuvante dei sintomi che maggiormente si manifestano in caso di virus influenzali, come mal di gola, raffreddore, tosse, astenia, dolori osteo-articolari, disturbi gastro-intestinali, in presenza di febbre.

Sin dall’inizio della stagione della pandemia di Sars-Cov-2 è stato adottato con successo nella cura domiciliare di pazienti adulti il complesso antivirale denominato PIRV F20 buste, sia nella fase acuta che cronica, nelle varie forme d’infezioni da virus influenzali e para-influenzali, efficace anche in tutte le varianti da Covid e sui casi di Sars (Severe Acute Respiratory Syndrome).

Studi condotti dai Dipartimenti di Scienze Mediche Traslazionali e Dipartimento di Medicina Interna dell’Università di Napoli e dall’ Unità Operativa Complessa di Medicina Interna Geriatrica del Policlinico Agostino Gemelli di Roma, oltre che dalla Ma Planck Institute for Infection Biology di Berlino e dalla Division & Infection della University College di Londra, hanno evidenziato, in modo scientificamente corretto, come il PIRV F20 buste sia un’efficace protettore di membrana, che esercita la propria funzione inibendo la fase di attacco dei virus influenzali che infettano le cellule del nostro sistema respiratorio.

Per alzare il livello delle difese immunitarie, per contrastare l’arrivo dell’influenza e per bloccare sul nascere la crescita dei contagi, in una stagione che si annuncia ad alta intensità, è consigliata un’ adeguata profilassi e prevenzione, che è  la raccomandazione che arriva anche dai medici di Medicina Generale e dai pediatri di famiglia.  
Tutelare i bambini a partire dal sesto mese d’età fino ai 9 -12 anni, è doveroso, tanto più che a partire da tale fascia d’età, i bambini se non adeguatamente monitorati,
possono rappresentare il più importante serbatoio della circolazione dei virus influenzali e para-influenzali.

Risposte rassicuranti per tutte le persone senza particolari patologie croniche o condizioni di rischio e di fragilità, arrivano dall'Associazione dei Medici di Terapie Domiciliari che raccomandano, in caso di influenza negli adulti, quale miglior rimedio: il riposo, stare al caldo, bere acqua per evitare la disidratazione e, per alleviare i sintomi e i dolori, cure adeguate associate all'uso del PIRV F20 buste che ha già dimostrato efficacia come adiuvante nella fase acuta dell'infezione da Sars-Cov-2 e nel trattamento e nella cura primaria della "Sindrome Post Covid-19".

A partire dal mese di ottobre la Farmagens Health Care, società produttrice,  informa che sarà distribuito in tutto il territorio nazionale il complesso molecolare PIRV D3 PED flaconi, particolarmente utile nei piccoli pazienti, dai 6 mesi ai 12 anni, nelle infezioni respiratorie ricorrenti, non esclusa la Covid-19, per prevenire e curare le virosi influenzali e parainfluenzali e per interrompere la depressione immunitaria post infettiva che facilita il perdurare dell'infezione, producendo le recidive delle patologie respiratorie ricorrenti.

Recentemente, un'importante scoperta è stata dimostrata dai ricercatori del CEINGE di Napoli che hanno documentato la predisposizione genetica della Sindrome Infiammatoria Multisistemica (Multisystem Inflammatory Syndrome in Children MIS - C), una rara e severa complicazione del Covid-19 caratterizzata da febbre alta e da sintomi gastrointestinali con coinvolgimento possibile anche di cuore, reni, polmoni.

La sindrome MIS-C descritta dal gruppo di ricerca CEINGE (Centro di riferimento Regionale di Biologia Molecolare e Clinica e di Genetica dell’ Università di Napoli) in collaborazione con l'Ospedale Santobono-Pausilipon, come spiega  Giuseppe Castaldo, professore ordinario dell'Università degli Studi di Napoli e responsabile del laboratorio di ricerca del CEINGE, è una grave sindrome con predisposizione genetica che colpisce i bambini e che non consente ai piccoli pazienti di eliminare completamente il virus, anche dopo 6 o più settimane dall’aver contratto l’infezione da Sars-Cov-2, con conseguenti gravi danni tessutali e l’innesco di una risposta immunitaria iperattiva.

L’identificazione tempestiva nei piccoli pazienti delle mutazioni genetiche, mediante l'utilizzo di biotecnologie avanzate, consente di offrire loro terapie personalizzate efficaci e sicure, avvalendosi, per una corretta cura e trattamento, anche del complesso molecolare PIRV D3 PED flaconi che per la sua azione antimicrobica ad ampio spettro è capace di controllare l'infezione, ridurre fisiologicamente la temperatura corporea e rompere il circolo vizioso infezione-immunodepressione-infezione, ristabilendo lo stato di salute senza alcuna complicazione.


Il PIRV D3 PED flaconi potrà quindi rivestire un ruolo fondamentale sia per la profilassi che per la cura delle infezioni virali dell’età pediatrica, risultando particolarmente utile al fine di ridurre l'impatto di una probabile co-circolazione di Sars-Cov-2 e virus influenzali e parainfluenzali, riducendo la diffusione di infezioni batteriche e le complicanze della malattia alleviandone la sintomatologia.

Secondo le indicazioni e i dati dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) l'epidemia influenzale stagionale 2022-2023 potrà interessare oltre 5 milioni di Italiani.

Le raccomandazioni emanate dal Ministero della Salute, dagli esperti internazionali di settore e dai Centri di Controllo e Prevenzione delle Malattie Influenzali e Virali suggeriscono le linee guida per le principali misure di prevenzione, concordando che sarà determinante giovarsi di un'adeguata conduzione della campagna vaccinale antinfluenzale, approntando anche un’adeguata profilassi associata a trattamenti terapeutici sicuri ed efficaci da riservare a tutta la popolazione pediatrica, adulta e geriatrica.

Queste misure consentiranno
di proteggere le vie aeree superiori e inferiori, rinforzando la barriera fisica antinfettiva in modo da ridurre le infezioni batteriche e le complicanze della malattia, alleviandone quindi la sintomatologia, secondo i dettami della Medicina di Precisione.


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