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Un nuovo modo di fare politica

Tra sincretismo e una possibile soluzione: Action 314

di Gianni Dell'Aiuto
Domenica 18 Ottobre 2020
Roma - 18 ott 2020 (Prima Pagina News)

Tra sincretismo e una possibile soluzione: Action 314

Le alleanze di governo in Italia sono probabilmente la dimostrazione di come, perlomeno nel nostro Paese, ma anche altrove, la vecchia politica, quella fatta da ideologie più o meno solide e da principi a cui non si poteva derogare, è definitivamente finita.

Dopo i proclami elettorali e reciproci pesanti insulti, il movimento di Grillo, che si presentò all’elettorato con lo slogan “mai alleanze”, ha spartito i posti di governo prima con la Lega, che a sua volta non si sarebbe mai dovuta alleare con i grillini, e, adesso, con quello che definivano in maniera sprezzante “il partito di Bibbiano.”

Ce ne sarebbe quanto basta perché un politico con un minimo di dignità si dimettesse o perché avesse il buon gusto di tornare alle urne.

Specialmente a fronte dell’ultima ancorché parziale tornata elettorale, il ritorno alle urne sarebbe stata la soluzione ideale e di rispetto nei confronti dello stesso elettorato che aveva dato una fiducia ormai oggi inesistente.

Ma come è stato fatto notare la paura, o forse il terrore per molti degli eletti, è quello di sparire completamente considerati i numeri e le lotte intestine al partito (ridicolo continuare a chiamarlo movimento) che mettono in dubbio basi forse mai avute.

Gli stessi attuali alleati di governo avrebbero dovuto prenderne atto ma, anche per loro, il rischio di subire una sconfitta in caso di elezioni politiche, induce a evitare il rischio e continuare a galleggiare giustificandosi anche con le esigenze del momento emergenziale che, peraltro, sembra venga cavalcato ad arte.

Non sembra infatti vengano affrontati i reali problemi del paese o previste vere misure d’impatto su problemi concreti come, ad esempio, la Giustizia che, insieme a molte attività imprenditoriali, corre il rischio di uscire ancor più massacrata dalla pandemia economica oltre a quella sanitaria.

In ogni caso la lezione che è possibile trarre da questo momento politico è come sia venuta definitivamente meno non solo l’epoca dei grandi partiti, ma probabilmente anche la possibilità che questi rinascano. Non siamo in un sistema che permette l’esistenza di due grandi contenitori che, pur adattandosi al momento sociale e storico sono sempre riusciti a sopravvivere come negli Stati Uniti e in Gran Bretagna.

Questa possibilità poteva essere colta subito dopo il 1994, se le forze di centrodestra e quelle di centrosinistra si fossero coalizzate in schieramenti unici sdoganandosi entrambi dalle pesanti radici dei loro passati. Invece i particolarismi hanno portato ad ulteriori frazionamenti di cui paghiamo le conseguenze e non potremmo certo meravigliarci se a breve sorgessero altri movimenti con basi forse anche meno solide di quel “Vaffa” su cui è sorto il movimento di Grillo e che oggi sembra gli stia ritorcendosi contro.

Cosa è possibile concludere o imparare da ciò? Che si sta creando un nuovo modo di fare politica dove le idee (esagerato parlare di ideali) avranno sempre meno importanza e si dovranno approntare strategie, soluzioni e governi sulla base dei mal di pancia del momento, dei like raccolti sui social, delle eventuali emergenze e rispondendo a chi alza di più la voce o può far spostare gli umori elettorali.

Il sincretismo sembra essere la soluzione tappabuchi della politica. Il termine indicava in origine la coalizione nata sull’isola di Creta per far fronte ai pericoli esterni ed avrebbe un valore e significato più importanti se utilizzato per la fusione di differenti scuole di pensiero.

Adesso possiamo purtroppo dire che viene usato per indicare le esigenze momentanee di alcuni partiti per mantenere il potere. Diverso se fosse alla base di un nuovo movimento come si potrebbe dire lo è stato in Francia dove l’attuale presidente, Macron, ha fondato il suo partito “En Marche”, su basi trasversali e sincretiche.

Impossibile in Italia dove, fin dai guelfi e i ghibellini le contrapposizioni sono esasperate e ognuno ha il brutto vizio di voler comandare nella sua formazione.

Difficile ormai che possa radicarsi un nuovo movimento, che possa poi assurgere a livello di partito, partendo da una base di idee comuni, condivise e applicabili, tali da poter fornire una base politica. Difficile ma forse non impossibile.

Negli Stati Uniti ci sta provando Action 314, un’associazione e gruppo di lavoro no profit il cui scopo è quello di promuovere l’elezione di scienziati alle cariche politiche.

E’ verosimile che non solo per la normale amministrazione di uno Stato, ma anche in situazioni emergenziali, avere nei luoghi deputati alle decisioni persone capaci, avrebbe portato a soluzioni concrete. Potrebbe essere una soluzione perseguibile quella di muovere dalla base di soggetti


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