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Elio Donno, icona del giornalismo sportivo incoronato dal suo Lecce.

Una vita per il giornalismo e per il suo Lecce. Il decano del giornalismo leccese Elio Donno, ormai 85 anni, nel corso di un incontro organizzato per festeggiare la promozione in Serie A della squadra locale, ha ricevuto dalla società calcistica una speciale maglia celebrativa.

(Prima Pagina News)
Sabato 21 Maggio 2022
Roma - 21 mag 2022 (Prima Pagina News)

Una vita per il giornalismo e per il suo Lecce. Il decano del giornalismo leccese Elio Donno, ormai 85 anni, nel corso di un incontro organizzato per festeggiare la promozione in Serie A della squadra locale, ha ricevuto dalla società calcistica una speciale maglia celebrativa.

Ce la fa vedere Elio Donno questa maglia, e ne parla come di un trofeo conquistato sul campo, da ex campione anche lui, perché lo sport alla fine ti trasforma in un campione come i tanti che ogni giorno devi raccontare ai tuoi lettori.

Una casacca gialla e rossa, con su scritto “Donno 13″, che è in realtà il numero delle promozioni complessive raccontate dal grande cronista sportivo in 62 anni ormai di ininterrotta attività giornalistica. Mitiche -leggiamo sul web- “le sue cronache redatte per il Corriere dello Sport in questi sei decenni di carriera.

“Il Lecce in Serie A- commentava così sulle pagine del suo giornale lo stesso Elio Donno il giorno della vittoria del Lecce-, con una concorrenza così agguerrita, è sembrato un miracolo, per il modo in cui ha ottenuto la promozione, per la continuità dimostrata, per l’organizzazione societaria ed il valore di tecnico e giocatori”.

Una festa corale, un trionfo non solo per la sua squadra del cuore, ma anche per lui che non ha mai nascosto o taciuto questo suo amore viscerale per la squadra del cuore, pur costringendosi sempre e comunque a cronache distaccate e oggettive.

Ricordiamo anche che Elio Donno, giornalista pubblicista iscritto all’Odg della Puglia dal 5 gennaio 1959, nei mesi scorsi è stato anche nominato presidente del Consiglio nazionale di Disciplina. La conferma ufficiale, nel caso ve ne fosse stato bisogno, di una vita spesa al servizio della professione e nella difesa assoluta dei principi deontologici della stessa.

Una carriera piena di riconoscimenti e di successi importanti, fanno oggi di lui una vera e propria icona del giornalismo italiano. Non solo quello pugliese. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1959, per vent’anni componente e spesso Vice Presidente del Consiglio Regionale, per altri 20 anni ha fatto parte del Consiglio Nazionale ricoprendo varie volte il ruolo di Presidente della Commissione Ricorsi ed oggi, Elio Donno, nuovamente tra i vertici nazionali dell’ordine dei giornalisti.

Salentino doc Elio Donno è stato in passato anche riferimento importante per il suo impegno in campo sindacale come consigliere nazionale della Federazione della Stampa, poi ancora come componente del Collegio dei Probiviri prima e poi come Vice Presidente dell’Unione Stampa Sportiva Italiana. Un mito, in tutti i sensi e chi lo conosce personalmente bene come noi sa quanta saggezza e soprattutto quanto rigore professionale si porta dentro.

Nei mesi scorsi, il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti lo ha eletto Presidente del Consiglio di Disciplina Nazionale, del quale, in passato, il collega leccese aveva già fatto parte per sette anni quale Vicepresidente. Ricordiamo che il Consiglio Nazionale di disciplina, è l’organismo d’appello chiamato ad esaminare i ricorsi di giornalisti sanzionati, per violazioni deontologiche, dai consigli di disciplina degli ordini regionali ai quali sono iscritti.

62 anni lunghi anni di Corriere dello Sport, questa è stata la sua vita da grande cronista sportivo. Una vita spesa al servizio del giornalismo, soprattutto “una storia – racconta lui stesso- che spero continui finché la mente sarà lucida”.

Sul suo profilo Facebook lo stesso Elio Donno ringraziava così tempo fa tutto il suo grande pubblico che ha voluto festeggiare con lui questo traguardo così prestigioso.

“Vorrei poterVi ringraziare tutti, uno per uno, per gli attestati di stima e simpatia inviati, ma siete stati tantissimi e mi è davvero impossibile: colleghi anziani che mi hanno ricordato episodi di mezzo secolo fa, professionisti affermati in campo nazionale che ho visto crescere, altri che stanno crescendo, colleghi del ‘Corriere’ in pensione o ancora in attività e poi lettori ed estimatori, con alcuni dei quali ci si conosce solo attraverso le trasmissioni fatte su Telelecce Barbano e Telerama e la firma degli articoli.

“Un grazie che però richiama, per moltissimi messaggi, un volto, un episodio, un evento lontanissimo e per molti altri episodi controversi e magari non condivisi. Perché la bellezza e singolarità di questo ‘mestiere ‘è che il lettore o il telespettatore cerca nel giornalista l’opinione che crede di possedere perché se l’è già fatta e quindi cerca un confronto tra la sua e quella del critico di fiducia. Pertanto, è un rapporto strano quello tra giornalista e lettore/telespettatore : magari vorrebbe anche litigare idealmente col giornalista del quale ha fiducia. O meglio, più che avere fiducia, ne è attratto forse per un rapporto di sublimazione delle sue idee. D’altronde commentiamo e descriviamo fatti già per sé opinabili, che, se non fossero, per intima necessità, opinabili, non darebbero luogo al tifo.

“Questo è il bello del giornalismo sportivo e questo aiuta noi giornalisti a dialogare con i lettori.

“Non posso chiudere senza dire grazie agli editori del ‘Corriere’, cioè alla famiglia Amodei, dall’indimenticabile Franco e suo figlio Roberto ed ai direttori dai quali ho appreso tanto, da Ghirelli a Gismondi, da Tosatti a Morace, da Cucci a Sconcerti, da Jacobelli a Vocalelli ed ora a Zazzaroni e Barbano.Ancora grazie e viva l’amicizia e lo sport!”

Un maestro del giornalismo sportivo. Questo è stato e questo continua ad essere oggi il decano dei giornalisti Elio Donno.


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