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I grandi artisti contemporanei, Turi Sottile, 87 anni di colori forti, la Sicilia nel cuore, e il mondo ormai la sua casa
Poeta di chi non ha voce, Turi Sottile a 87 anni compiuti continua a parlare le lingue del mondo, personaggio poliedrico, di respiro internazionale, ancora visceralmente legato alla sua Acireale e alla sua Sicilia, continua a dipingere e a trasferire sulle sue tele la rabbia sociale dei Sud del mondo, un grande protagonista dell’arte contemporanea.
di Rosario Sprovieri
Mercoledì 07 Aprile 2021
Roma - 07 apr 2021 (Prima Pagina News)
Poeta di chi non ha voce, Turi Sottile a 87 anni compiuti continua a parlare le lingue del mondo, personaggio poliedrico, di respiro internazionale, ancora visceralmente legato alla sua Acireale e alla sua Sicilia, continua a dipingere e a trasferire sulle sue tele la rabbia sociale dei Sud del mondo, un grande protagonista dell’arte contemporanea.
La sua storia personale e pubblica è un vero romanzo d’appendice. Turi Sottile è nato il 21 febbraio 1934 ad Acireale. Apprende i primi rudimenti dell’arte intorno a nove anni nella bottega del pittore Giuseppe Bella Vasta, di estrazione impressionista, che lo inizia alla pittura figurativa.

Frequenta gli studi classici e comincia a studiare i grandi maestri del passato: soprattutto Matisse, Picasso, Delacroix e poi Mondrian, De Kooning, Hartung, e Twombly, dai quali trae linfa per il suo futuro di artista. Intorno agli anni Cinquanta si interessa, più per gioco che per reale convinzione, all’arte concettuale, costruendo quegli oggetti che Vincenzo De Maria, critico d’arte catanese, definisce “arte emozionale”.

Nel suo studio ad Acireale, infatti, lavora a varie situazioni simulate. A distanza di pochi anni opere di carattere performativo faranno la fortuna di molti.” Nella mia vita di artista mi perseguita uno strano senso di tempismo: arrivo sempre due anni prima”, afferma Sottile. Dal ’52 si dedica esclusivamente alla pittura, cominciando a partecipare a diverse mostre collettive. La sua prima mostra personale si realizza a Messina nel ’58.

Intorno agli anni Sessanta si inserisce nella corrente della nuova figurazione. Dal 1967 promuove e dirige per diciotto anni la Rassegna Internazionale d’Arte, facendo diventare Acireale centro vivo di interesse culturale e, da lì inizia il grande percorso della conoscenza anche attraverso i grandi viaggi. Negli anni ’79 - ’80 si reca, per una breve permanenza, in Russia, dove va a visitare le più importanti scuole per la costruzione di icone.

Lavorando poi in una bottega artigiana, apprende la tecnica per la lavorazione delle icone. Tornato in Italia dipinge le “immagini catturate”, per le quali il critico Italo Mussa, presentandolo a Genova presso la Galleria Forma, conia il termine “lacerti estrapolati dalla Pittura Colta”, termine che poi determinerà la corrente, appunto, della “Pittura Colta”, teorizzata dallo stesso Mussa. Quindi, ad intervalli, si reca in Tanzania, Kenya, Venezuela, Uruguay, Perù, Cile, Brasile, Messico, ma anche in Cina, Giappone, Australia, per ritornare prima in America del Nord, Canada e Stati Uniti, e poi di nuovo in America del Sud, in Argentina, dove trascorre lunghi periodi, esponendo in varie mostre personali e tenendo conferenze e corsi di pittura contemporanea europea in varie scuole e università.

“Si ho viaggiato molto – dice l’artista– Tanzania, Kenia, Venezuela, Uruguay, Cile, Perù, Brasile. Tantissima Argentina dove sono stato anche vicepresidente onorario dell'associazione culturale intitolata a Luigi Pirandello. Grazie al nostro lavoro nacque anche Piazza Sicilia a Buenos Aires. Ma ho visitato anche il Giappone, l'Australia e gli Stati Uniti.

E poi c'è la Russia: lì ho appreso l'arte delle icone, in una poverissima bottega artigiana. Ed è da lì che sono nate le mie opere chiamate dai critici d’arte “Immagini catturate”.

Negli anni ’80 inventa nuove tecniche che, dopo varie sperimentazioni e verifiche, comincia ad utilizzare chiamandole “Le superfici diverse”, tele altre, nate per tutt’altro utilizzo, convinto com’è che l’artista ha il dovere di lasciare l’impronta del periodo in cui vive. Essere quindi Contemporaneo alla propria contemporaneità.


Oggi vive a Roma in via della torba, a Pietralata, alla cima di una collina in una casa che fù una delle abitazioni romane del premio Nobel per la Letteratura Luigi Pirandello. Quando basta, insomma, per capire quanto l’artista di Acireale abbia influito e abbia pesato sulla storia stessa della Sicilia, e quindi del Paese.

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