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Massimo Fioranelli, “Ormai viviamo in una democrazia congelata, sostituita dalla dittatura sanitaria. Pericoloso.”
Un anno di Covid, e di chiusure. Nella solitudine e nella grande tristezza intima del momento che viviamo – scrive qui l’illustre fisiologo romano- si può rileggere in chiave moderna uno dei capolavori del Novecento “Alla ricerca del tempo perduto”.
di Massimo Fioranelli
Martedì 23 Febbraio 2021
Roma - 23 feb 2021 (Prima Pagina News)
Un anno di Covid, e di chiusure. Nella solitudine e nella grande tristezza intima del momento che viviamo – scrive qui l’illustre fisiologo romano- si può rileggere in chiave moderna uno dei capolavori del Novecento “Alla ricerca del tempo perduto”.
Marcel Proust ci introduce alla conoscenza di come sia composto il tempo, del suo significato, dell’impossibilità’ di fuggirne il corso, della rievocazione malinconica del ricordo di un passato perduto. Rievochiamo nella memoria un passato, che se pur ricco di problemi, ci appare oggi come la felicità perduta.

Diceva il grande Gabriel Gàrcia Màrquez “Se c’è una cosa per cui il giorno del giudizio universale dovranno condannarti e che hai avuto l’amore in casa e non hai saputo riconoscerlo”.

In un breve lasso di tempo abbiamo perso diritti civili, costituzionali, ampie aree di libertà, la consapevolezza del presente e la prospettiva del futuro. In un tempo cristallizzato non ci rendiamo conto che la storia di questo presente era già stata scritta.

Sostituita da una dittatura sanitaria, la democrazia è congelata da tempo; d’altro canto, diceva Mark Twain “se votare facesse qualche differenza non ce lo lascerebbero fare”. Dall’ uccisione John Fitzgerald Kennedy il 22 novembre 1963 a Dallas, a quella di suo fratello Robert il 5 giugno 1968 a Los Angeles, il deep state ha sempre controllato la società, usurpando il ruolo della politica, fino alla manipolazione dell’ultima elezione della carica politica più importante nel mondo occidentale: l’elezione del presidente degli stati Uniti.

Dopo l’11 settembre 2001, sotto l’ondata di un'altra paura indotta, il Patriot Act cambio radicalmente le nostra abitudini, e sacrificammo alla sicurezza alcune libertà che oggi ci appaiono irrisorie. Da allora non sì è mai più tornati indietro; “le libertà perdute non si riconquisteranno mai”. diceva Johann Wolfgang von Goethe.

In base ad uno scientismo mediatico, senza alcuna evidenza, ci sono state imposte delle limitazioni alla vita che mai sarebbero state immaginabili in uno stato democratico. Secondo quanto sostiene uno studio di JP Morgan i lockdown collegati al Coronavirus non sono riusciti ad influenzare l’evolversi della pandemia, ma sono invece riusciti a ‘distruggere i mezzi di sostentamento per milioni di persone’; in effetti, senza alcun’evidenza scientifica ci sono state imposte chiusure ripetute, pur essendo evidente che sono associate ad aumento dei contagi ed al deterioramento dello stato di salute.

Il primo atto del messianico governo Draghi programma un nuovo lockdown, il solito refrain, un ritornello ormai stantio “chiudiamo ora per essere liberi a Pasqua” … forse.; «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi.»

fa dire Giuseppe Tomasi di Lampedusa a Tancredi ne “Il Gattopardo”. La medicina basata sulle evidenze è violata continuamente da una popolazione di virologi ed esperti da salotto il cui riduzionismo scientifico e’ cosi palesemente inadeguato per un’analisi di una situazione complessa che richiederebbe una visione sistemica.

L’uso delle mascherine all’aperto, secondo un esponente del comitato tecnico scientifico, è una forma di galateo, non uno strumento di prevenzione del contagio; in effetti anche l’OMS, organizzazione che si fa fatica a citare, raccomanda l’uso della mascherina solo in ambito sanitario. Al Tar del Lazio che chiede al Governo i dati scientifici sull’uso delle mascherine in ambito scolastico si risponde con un silenzio assordante.

Il coprifuoco, come viene definito da un lessico da terrorismo mediatico, non possiede alcuna valenza preventiva e viene rigettato come incostituzionale da altri paesi e da altre magistrature.

Il vaccino come unica possibilità di soluzione al problema è una pura illusione; senza politiche sanitarie ed ambientali è la cifra di un riduzionismo scientifico esasperante ed imperante. Solo chi si informa dai media televisivi, dalle stucchevoli comparsate di individui improbabili in cerca di fama, affetti da un protagonismo patologico, che riempiono gli insulsi pomeriggi di programmi come “Domenica in”, non si rende conto di dove stiamo andando. Una delle frasi più dirompenti, pronunciate dall’ex premier Conte è stata: deleghiamo alla scienza le scelte della politica. Paradigna di tragedie passate e foriero di devastazioni future.

Ci conducono direttamente ad una nuova chiusura senza alcun numero che possa giustificalo: al momento terapie intensive occupate al 23%, ben sotto il fatidico 30% definito arbitrariamente come limite di allarme. Ma non importa, scuse per chiudere ne avremo sempre, oggi le nuove varianti, fenomeni fisiologici ed auspicabili in una pandemia, domani il rischio di un nuovo virus; ci sarà solo l’imbarazzo della scelta.

Nuove ragioni per disseminare il terrore non mancheranno. È “La paura della peste distrusse Atene, non la peste” (Tucidide - 430 a.C). Siamo ormai dentro ad un grande reset, un cambiamento radicale dell’assetto socioeconomico, antropologico e politico del pianeta; ci aspettano stravolgimenti così profondi che nulla sarà paragonabile agli eventi del passato.

Cambierà la stessa natura dell’uomo; una vera rivoluzione antropologica segnerà l’inizio di una nuova era, che vedrà il totale annichilimento dell’umanità.

La posta in gioco è altissima: la stessa sopravvivenza del genere umano. Tutti i governi, fra cui quello italiano, seguono pedissequamente un agenda imposta globalmente, con il consenso di un alta percentuale dei propri cittadini, manipolati e condizionati dai media.

Di fatto non solo non esiste in Italia un opposizione, ma paradossalmente non esiste più neanche un governo con un autonomia decisionale e politica. Rimpiangeremo amaramente la nostra vecchia società democratica, la Carta costituzionale della nostra Repubblica, i valori che i nostri padri ci hanno consegnato dopo lunghe sofferenze; non sarà facile riacquistare le libertà che abbiamo perso, non certo attraverso la tastiera; ci sarà un prezzo alto da pagare per la liberazione dell’umanità; ma potremmo ritrovarci migliori.

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