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Sen. Fiammetta Modena (FI): "Conte si fermi . Un nuovo lockdown sarebbe la fine del Paese. Il Paese non può chiudere"
L'esponenente di Forza Italia dopo il nuovo Dpcm del governo Conte.
di Fiammetta Modena
Domenica 25 Ottobre 2020
Roma - 25 ott 2020 (Prima Pagina News)
L'esponenente di Forza Italia dopo il nuovo Dpcm del governo Conte.
"Un Paese allo sfascio, un popolo alla deriva, una nazione senza una guida politica seria. Ecco cosa mi pare l’Italia di questi giorni. Come molti di voi, ho seguito in TV la protesta di piazza del popolo a Napoli, immagini forti ma significative di uno stato d’animo generale e di una esasperazione che il Governo Conte non controlla più e che non sa più gestire.

E poi sento e leggo le dichiarazioni rese dal ministro Di Maio, che parla di violenza gratuita e mi chiedo: ma Di Maio che è figlio di quella terra, dove vive realmente? Come fa Di Maio a parlare di violenza gratuita dove le mille inefficienze palesi e tragicomiche del Governo che lo vede ancora protagonista quasi assoluto?

Possibile che Di Maio non si renda conto che la violenza di Napoli è frutto di una rabbia giustificata, legata alla pessima gestione della pandemia e alla maniera farsesca e a volte schizofrenica del Governo Conte rispetto alla crisi del Paese? Questo Paese sta finendo nel baratro, e la colpa è solo di questo Governo che promette e non fa, programma e non decide, immagina e non realizza, ma soprattutto blocco tutto per continuare a sopravvivere.

Ma Di Maio si è mai posto il problema di un povero qualunque piazzaiolo napoletano, o lucano, o siciliano, o sardo, a cui da domani non rimarrà che chiudere bottega senza nessun aiuto reale da parte di chi ha deciso la sua morte? Di Maio lo sa che centinaia di migliaia di commercianti e operatori di settore aspettano ancora la cassa integrazione? Di Maio ha idea di quanti negozi, di quanti ristoranti, di quanti esercizi commerciali, dopo la chiusura delle piazze storiche di Roma chiuderanno bottega forse per sempre?

E Di Maio o Conte, tanto sono la stessa cosa e la stessa faccia di una medaglia sfregiata, lo sanno che con questa storia del blocco totale ci sono le grandi industrie pasticcere e dolciarie del Nord che rischiamo di mandare al macero milioni di prodotti già pronti e in fase di lavorazione, dai pandori ai panettoni, ai torroni, ai dolci di Natale?

Ma questa gente dove vive? Sulla luna? Vergognosa la telefonata del premier Conte a Salvini , alla Meloni e a Taiani, ieri pomeriggio. Offensiva e irrispettosa sul piano istituzionale.

Ma Conte davvero immagina che basti fare una telefonata alla minoranza per annunciare che qualche ora più tardi avrebbe parlato agli italiani in TV, senza mai chiedere prima a nessuno di noi cosa ne pensassimo delle decisioni nuove da prendere? Lo si butti a mare questo governo, perché non serve a nessuno. Ha tradito l’Italia, ha tradito la gente di questo nostro Paese, e ha distrutto la nostra economia.

Ma quale nuova guerra? Per mesi questo Governo si è preoccupato di banchi a rotelle per le scuole, dimenticandosi di attrezzare come si doveva invece fare le terapie intensive, e oggi ci parlano in TV di vaccini che non sono mai arrivati e che forse arriveranno non prima di Natale. Del resto per mesi e mesi il commissario Arcuri ci ha parlato di mascherine pronte per tutti, ma che sono arrivate sul mercato con mesi di ritardo. Il rischio più grave?

E’ che la gente scenda. Del resto, basti pensare alle decisioni più delicate che Conte prova a prendere sulla gestione degli stessi servizi di sicurezza nazionale, Roba da paesi di regimein piazza non solo a Napoli, ma dappertutto.

Perché la gente è stanca, Stanca soprattutto di questo modo di fare, di questa aggressione mediatica continua, di questo uso che Conte e Casalino fanno della TV di Stato, al servizio di una esasperazione dei toni nel racconto generale, per giustificare decisioni urgenti e prese in assoluta solitudine.

Questa ormai non è più una democrazia parlamentare, è piuttosto invece una dittatura silenziosa e strisciante a cui nessuno osa ribellarsi. Ora dobbiamo assistere al gioco del cerino? Chiudono le regioni e non il Governo? Intervengono i sindaci e non il Viminale? Insomma non si capisce neanche più chi alla fine deve dire l’ultima parola vera.

È arrivato il momento di mettere in campo delle soluzioni concrete. Sulla sanità per esempio servono azioni per farla funzionare meglio in tutto il Paese, non possiamo più assistere all'assalto dei Pronto soccorso che nella maggior parte di casi sono disorganizzati, sguarniti di personale e inefficienti rispetto alle mille giuste richieste del Paese e del popolo. Le energie oggi vanno concertate sulla sanità, non c’è più tempo per i lockdown”.

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