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"Lei non sa chi sono io"...
Frase piuttosto abusata.
di Giorgio Riondino
Martedì 23 Agosto 2022
Roma - 23 ago 2022 (Prima Pagina News)
Frase piuttosto abusata.
" Lei non sa chi sono io" è una frase piuttosto abusata ed in genere a Roma la risposta è lapidaria: " Non lo so e non me ne puo' fregare de meno!". Ogni tanto però, soprattutto quando questa espressione diventa un vizio di famiglia, ci sono di mezzo cariche pubbliche e piazzate clamorose, viene voglia di andare a vedere (o almeno sbirciare) chi sia il soggetto.

Purtroppo questa curiosità ha origine da uno dei tanti effetti ad orologeria che appaiono sempre al momento opportuno nelle vicende politiche nostrane. Questa volta non è presente alcun magistrato, ma qualcuno ha conservato per mesi un filmato brutale ed avvilente ed ha poi scelto quando e come renderlo noto. Condanno questo genere di iniziative, sempre.

Ma siamo nel cuore di un sistema di potere corrotto che si alimenta di cariche e prebende pubbliche e che gode delle più ampie omertà. Forse non si puo' parlare di reati, perché la forma legalitaria in genere è salva, ma semplicemente l'etica non esiste.

Quando esaminavo curricula per l' assegnazione di incarichi pubblici o onorificenze , diventavo subito sospettoso quando l'interessato vantava pluriennali esperienze in uno od altro settore, corredate dall'aver espletato il servizio militare negli Alpini e di aver poi diretto una sezione dell'ANAC ( non me ne vogliano male gli amici Alpini per questa reale citazione), più o meno sospettoso come quando leggevo " assistente parlamentare" di un qualche deputato: il servizio militare era allora obbligatorio e l'assistente era scelto ad nutum dal parlamentare stesso.

Il mio interesse è sulle degenerazioni del sistema: tutti pronti a condannare almeno a parole le persone, nessuno che cerchi di correggere il sistema stesso. Emblematico, a mio parere, è il caso del sindaco di Roma Ignazio Marino.

Era estraneo al sistema, cercava di modificarne almeno le degenerazioni più evidenti, gli mossero contro tutto l'apparato, pubblico e politico ed alla fine decretarono la sua decadenza ( di un eletto dal popolo..ah ah) con un atto notarile. E i responsabili politici a più alto livello fecero finta di non vedere di non sapere di non poter intervenire.

Effettivamente non potevano intervenire perché non potevano mettere in discussione il sistema.

Il curriculum di Albino Ruberti, sino al 2012, è composto da cinque righe "ventennale esperienza manageriale nel settore dei beni culturali con una particolare attenzione rivolta alla gestione dei servizi museali e alla valorizzazione del patrimonio culturale.

Docente, dal 2011, del corso di ' Gestione dei servizi connessi all'attività museale' nel master in Management delle Risorse Artistiche e Culturali (MARAC) dell' Università IULM." Questo il curriculum, cui fanno seguito un elenco di incarichi ed uno di pubblicazioni. Le pubblicazioni non le ho lette.

Gli incarichi sì. Sono tutti nell'ambito privato o assegnati per scelte politiche. Chi fosse maggiormente interessato puo' leggere il brano tratto dal volume " Le pietre e il popolo.Restituire ai cittadini l'arte e la storia delle città italiane" di Tomaso Montanari, riportato da Caterina Pisu in "Civita,Zetema e il 'trucchetto' delle fondazioni". Tutto bene, espansione degli enti pubblici e privati dove è presente a vario titolo e ottimi compensi adeguati. Il problema che definisco "etico", uno di tali problemi, si pone quando politicamente si decide di nominare il 30 marzo 2018 il signor Ruberti Capo di Gabinetto del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

I sindacati protestano: Ruberti non è laureato, quindi non ha i requisiti minimi richiesti per aver accesso ai ruoli dirigenziali, con un compenso annuo di 187mila euro ( non eccessivo per chi è abituato a ben altri redditi).

La risposta della Regione è formalmente corretta: il regolamento regionale "dispone che l'incarico ... possa essere conferito, sulla base di un rapporto fiduciario, a dirigenti di enti pubblici o privati o aziende pubbliche o private.


Tale previsione prescinde dal requisito della laurea ai fini del conferimento dell'incarico...e il signor Ruberti infatti è dirigente a tempo indeterminato di Opera Laboratori Fiorentini spa. ".

Strano che si citi questa SpA, di cui l'interessato è comproprietario oltre che Amministratore Delegato (con nota ' Dirigente' e un compenso annuo di 220mila euro), e non il fatto di essere stato sino al 29 marzo Presidente del Consiglio di Amministrazione di Laziocrea una importantissima SpA della Regione.

In ogni caso società private e pubbliche operanti nello stesso settore e con incarichi privati e politici che si intrecciano. Ad onor del vero bisogna riconoscere l'impegno di Albino Ruberti: il suo curriculum si accresce di nuove righe ( il succo non cambia) ma anche di una novità.

Nel luglio del 2020 ha conseguito la laurea triennale di operatore dei beni culturali presso la Università Telematica Internazionale Uninettuno. Del tutto legittimo quindi il suo passaggio dall' incarico in Regione a quello analogo al Comune di Roma, da Zingaretti a Gualtieri, sempre PD, sempre interessi nel campo dei Beni Culturali.

I problemi nascono, come ho detto, per un orripilante video, ma del sistema, nessuno parla?

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