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Accecati dalla D.A.D....la didattica a distanza
l'educazione scolatica ai tempi del covid
di Giorgia Venerandi
Lunedì 09 Novembre 2020
Roma - 09 nov 2020 (Prima Pagina News)
l'educazione scolatica ai tempi del covid
Quando da ragazzini ci immaginavamo il nostro bel visino sovrastato da un bel paio di finte orecchie d'asino o ci visualizzavamo all'angolo rivolto al muro, proprio dietro alla lavagna, scherniti dalla classe intera, quasi fossero le peggiori umiliazioni concepibili, quel punto di non ritorno tra la finzione del film Pinocchio e la realtà studentesca, evidentemente non avevamo ancora sufficiente fantasia per immaginare ciò che sarebbe potuto accadere ai nostri figli.

Mai la nostra originalità di vedute sarebbe potuta giungere a visualizzare, ad esempio, ciò che è accaduto, non più tardi di qualche giorno fa, in un liceo di Scafati, in provincia di Salerno, durante una lezione in didattica a distanza, al secolo nota come D.a.D. Un'insegnante di latino e greco, per evitare che la studentessa da interrogare potesse sbirciare sugli appunti o cercare le risposte, magari aprendo una finestra sul proprio computer, le ha imposto di bendarsi gli occhi con un foulard.
Ha bendato la sua alunna per impedire che l'interrogazione potesse risultare potenzialmente falsata.

In realtà ne ha bendato la dignità, ne ha sabotato le speranze, sfiduciando aprioristicamente ciò che lo studio di quella studentessa avrebbe potuto, invece, consegnare alle istituzioni scolastiche, ma prima ancora alla sua autostima. E' chiaro che si è al di là e al di sopra di qualsivoglia forma di mortificazione e svilimento dei nostri figli. E' pure chiaro che le competenze digitali, senza l'educazione digitale non servono proprio a nulla.

A cosa può servire, infatti, saper utilizzare questa o quella piattaforma, questo o quel social, se poi, al dunque, non si è in grado di discernere tra ciò che ci è consentito fare e ciò che proprio, invece, "non s'ha da fare".

La confusione che deve essere scongiurata è quella tra competenze digitali ed educazione digitale. L'una non continene l'altra e neanche la sostituisce, ma la accompagna e la affianca in una danza indissolubile.

Sono necessarie regole chiare e sicure per la gestione di questa digitalizzazione che sta avanzando altrimenti come un enorme buco nero, pronto a sfamarsi della dignità dei propri utenti.

La didattica a distanza ci si staglia davanti, con questo ennesimo episodio da dimenticare, come la didattica dell'assenza, se non si hanno quelle regole precise nella "valigetta degli attrezzi".

Assenza di spazi aperti, assenza di incontri, assenza di tempo, assenza di odori e profumi, assenza di diritti. La D.a.D. rischia di diventare, se già non lo è, poco più di un cerotto, quella fumettistica "coperta corta" di Linus che per scaldare i piedi, alla fine raggela il cuore dei nostri figli.

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